- Polveri sottili, nell’aula consiliare presentato lo studio dell’Arpac sulle particelle
- Truffa agli anziani, acerrano ‘beccato’ in Toscana
- Acerra, inaugurato il Comitato di Quartiere ‘Fare Gescal’ in via Deledda
- L’8 Marzo ad Acerra tra musica, creatività e impegno sociale
- Giornata dei Giusti, Acerra celebra un’insegnante di vita e umanità
- Erano il terrore dei benzinai del napoletano, presa la banda
- Vicenda Pellini, il sindaco Tito d’Errico: prioritario destinare risorse ad Acerra
- La Malattia di Sjogren raccontata con l’arte creativa dei ragazzi del Munari
- Pellini, per il tribunale “sproporzione tra reddito dichiarato e investimenti effettuati”
- Confisca da 200 milioni di euro ai fratelli Pellini: la difesa annuncia ricorso in Appello
Rifiuti in un terreno, ambientalisti scrivono al Csm
I vigili urbani di Acerra misero sotto chiave il fondo dissequestrato dal tribunale di Nola. Nella missiva si chiede se il giudice “abbia commesso violazioni od omissioni”.
ACERRA – Ad aprile scorso denunciarono la presenza di rifiuti speciali in un terreno poi sequestrato dai vigili urbani ad Acerra (Napoli), e dissequestrato da un sostituto procuratore del Tribunale di Nola, perché il materiale utilizzato era stato “regolarmente acquistato da ditta autorizzata”. Oggi quegli stessi ambientalisti hanno scritto al Consiglio Superiore della Magistratura, chiedendo di verificare che la condotta del giudice non abbia violato il diritto alla salute sancito dalla Costituzione.
I due, Antonio Montesarchio e Alessandro Cannavacciuolo, sostengono che il giudice non ha tenuto conto della relazione dell’esperto ambientale in forza al Comune, il quale aveva evidenziato che il piazzale realizzato per la sosta di mezzi pesanti, era composto da rifiuti composti da materiale inerte e pericoloso, tra cui amianto.
“Il giudice al quale fu affidato il fascicolo – spiega Cannavacciuolo, che è anche un esponente del Movimento 5 Stelle – non convalidò però il sequestro d’urgenza, ritenendo che non sussistesse ‘il reato in contestazione avendo l’indagato utilizzato materiale trattato regolarmente acquistato da ditta autorizzata’. Eppure su quei rifiuti, a quanto ci risulta, il Pm non ha disposto alcun tipo di indagine per verificarne la caratterizzazione. In passato quello stesso terreno è stato utilizzato come discarica di rifiuti pericolosi”. (FONTE ANSA)
Gli ambientalisti, quindi, hanno chiesto al CSM di valutare “eventuali violazioni od omissioni del sostituto procuratore”, la cui condotta, hanno concluso “evidenzia una palese violazione rispetto a quanto sancito dalla Costituzione per la tutela del diritto alla salute”.










