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Casalnuovo, al via la campagna d’informazione sull’affido familiare
Parte la manifestazione d’interesse per l’individuazione e di famiglie e persone disposte ad ospitare minori che vivono momentanee situazioni di disagio.
CASALNUOVO – Ambito territoriale 21, parte la Campagna di informazione e promozione sull’affido familiare. Da Casalnuovo parte la manifestazione d’interesse per l’individuazione e di famiglie e persone disposte ad ospitare minori che vivono momentanee situazioni di disagio familiare: “Intendiamo garantire a tutti i bambini, italiani o stranieri, il loro diritto a crescere in un nucleo familiare solido – ha dichiarato il sindaco Massimo Pelliccia – diamo il via a questa campagna d’informazione con l’intento di sostenere tutti i minori che si trovano temporaneamente in difficoltà nella loro famiglia di origine e che, per crescere, hanno bisogno di serenità, di affetto e di protezione”.
Con un apposito avviso, il Comune si appresta a selezionare famiglie e persone interessate a partecipare al percorso di conoscenza e di in-formazione sull’Affido familiare di minori in difficoltà. Preliminarmente sarà attivato un percorso conoscitivo condotto da un’equipe multidisciplinare, cui sarà affidato il compito di far acquisire agli interessati delle specifiche competenze in tema di affido. Al termine degli incontri conoscitivi le persone interessate saranno inserite all’interno dell’anagrafe delle famiglie affidatarie. Ad accogliere i minori possono essere coppie sposate, con o senza figli, coppie non sposate ed anche persone singole.
“Le famiglie affidatarie che saranno individuare avranno l’occasione di intervenire in aiuto del bambino, evitandogli le gravi conseguenze della carenza di cure familiari e ponendosi come reale alternativa al suo inserimento in un istituto – ha dichiarato Nicoletta Romano, assessore alle Politiche Sociali – l’affidamento , basato sulla temporaneità dell’intervento, rappresenta un progetto educativo personalizzato, ma soprattutto una risposta a problemi che diventano dell’intera collettività. Con questo intervento non si arricchisce solamente l’offerta dei servizi sociali, ma si offre una risposta concreta a numerose famiglie che vivono condizioni di particolare disagio: queste stesse famiglie potranno adesso contare sull’aiuto di persone disposte a sostenerle prima che il minore ritorni nella famiglia di origine”. (COM. STAMPA)










