Acerra, il capo della Dia sottoscrive il ‘Festival della legalità’

Tanto calore per il dottor Linares, al vertice della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli che ieri mattina ha incontrato i ragazzi della scuola media ‘Ferrajolo-Capasso’.

ACERRA – In piedi. Con un applauso fragoroso, gli studenti della scuola secondaria di I grado ‘Ferrajolo-Capasso’ hanno accolto ieri mattina nell’auditorium della scuola Giuseppe Linares, capo della Dia di Napoli. Lui che a Trapani, ha catturato 75 latitanti su 76, quasi si è sorpreso di tanto calore. “Un applauso che ha il valore di una carezza – ha sottolineato  un emozionato funzionario – ma non sono un supereroe, sono come tutti gli uomini delle forze dell’ordine, come i vostri cugini, amici, zii poliziotti che ogni giorno compiono il proprio dovere”.

Con lui, per diffondere i valori della legalità, il dirigente del commissariato di polizia di Acerra Antonio Cristiano, il comandante della stazione dei Carabinieri di Acerra, il luogotenente Vincenzo Vacchiano,  il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri e la dirigente scolastica Annamaria Criscuolo. “Le mafie non sono quelle delle fiction, ma più simili al genere horror – ha spiegato Linares ai ragazzi che gli hanno chiesto cosa fosse la mafia – i mafiosi sono un po’ come i vampiri, non li riconosci subito, ma poi hanno bisogno di sangue e prima o poi li scopri”.

Poi è arrivato il monito agli studenti: “State attenti ai prepotenti anche a scuola, non lasciate loro spazio”. Tra le curiosità richieste dai ragazzi anche i dettagli sul lavoro investigativo della Dia: “Bisogna seguire i soldi, come aveva intuito Giovanni Falcone. Se scopriamo il livello dei colletti bianchi, i ragionieri che investono il denaro sporco, allora riduciamo il potere mafioso. La mafia non uccide, ma come un cancro controlla il corpo dello Stato all’interno, è una metastasi. Non vuole abbattere lo Stato, lo vuole controllare”. Di qui l’invito a lavorare in sinergia, come hanno ribadito i responsabile delle forze dell’ordine acerrane. “Anche e soprattutto la scuola deve investire nel formare la persona umana ai valori della legalità – ha spiegato la preside della Ferrajolo – la lettura dei giornali, le minacce al procuratore Colangelo e ai tanti magistrati ci inducono a promuovere alleanze e progetti che contribuiscano a rafforzare i valori fondamentali per una cittadinanza attiva”.

Proprio dal bisogno di promuovere la legalità, come aveva detto il giudice Borsellino, gli studenti della Ferrajolo hanno chiesto alle autorità presenti di sottoscrivere la loro proposta, ‘Il festival della legalità’: un programma annuale di rassegne culturali e che verranno realizzate in tutte le piazze e le parrocchie di Acerra. Una delle ultime domande che uno studente ha rivolto al capo della Dia ha riguardato il sogno a cui non avrebbe voluto rinunciare. “Vivo sotto scorta a Napoli – ha detto Linares – la mia famiglia è in Sicilia, i miei due figli mi vedono pochissimo. Il mio sogno è che mio figlio mi possa perdonare per non avergli insegnato ad andare in bicicletta”. (COM. STAMPA)

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