‘Cavallo di ritorno’, un arresto e due denunce

Brillante operazione del commissariato di Acerra con la collaborazione della vittima, che non accetta di sottostare alla richiesta di 500 euro e si rivolge alla polizia.

ACERRA – ‘Cavallo di ritorno’, un arresto e due denunce: la vittima si presenta all’appuntamento con la polizia. E’ quanto avvenuto nella giornata di martedì, quando alla fine di un’intricata vicenda è stato bloccato Nicola Tufano, 44enne di Afragola e sono finiti nei guai suo nipote M.T., 32enne di Acerra, irreperibile e G.M., 52enne acerrano.

L’operazione messa a segno dagli uomini dell’Investigativa del commissariato di polizia di Acerra, diretti dal vicequestore Antonio Cristiano e coordinati dal sostituto commissario Alessandro Gallo. I fatti: intorno alle 9, una ricercatrice del Cnr, una 31enne di Ercolano, giunge per lavoro ad Acerra, in località Calabricito, a bordo della sua Panda insieme ad una collega. Parcheggiata l’auto in una masseria, compiono le proprio mansioni ed al ritorno, intorno a mezzogiorno, fanno l’amara scoperta: qualcuno ha rubato la macchina. Nella vettura ci sono le rispettive borse, con effetti personali, un paio di scarpe ed il cellulare della collega. Da questo telefono parte una chiamata ‘sospetta’ al marito della proprietaria della vettura, un primo ‘contatto’ per la restituzione della Panda, il quale successivamente contatta la moglie per indicarle di andare a denunciare tutto alle forze dell’ordine. Dalla Polstato acerrana, però, parte la strategia investigativa per recuperare l’auto ed incastrare il ladro.

I poliziotti invitano a richiamare il cellulare dell’amica in loro presenza per consentirgli di rivelare le sue intenzioni. Come sospettato, l’uomo dà appuntamento alla donna in un posto dove avrebbe poi ricevuto istruzioni sul da farsi. Gli agenti, pertanto, si dividono in due squadre: una si reca sul luogo dell’appuntamento, dove scoprono che per la restituzione servono 500 euro ma grazie ad uno stratagemma riescono ad incastrare il terzetto.

L’altra, invece, va verso la localizzazione dell’autovettura, rinvenuta parcheggiata in contrada Spiniello così come segnalato dall’antifurto satellitare. In un piccolo casolare nella disponibilità di uno dei denunciati, poi, vengono ritrovati tutti gli oggetti contenuti nella macchina, cioè le borse, i vestiti ed anche i soldi nel portafogli. Il tutto restituito ovviamente alle legittime proprietarie. Le accuse per tutti sono di furto e tentata estorsione. Nicola Tufano è stato trasferito su disposizione del magistrato ai domiciliari. (RED.CRO.)

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