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Da Acerra l’accusa dell’Ordine dei Medici: sistema sanitario sbagliato
In un convegno al Liceo de’Liguori il presidente dei camici bianchi campani Scotti ‘bacchetta’ il Governo: screening unia vera battaglia per la prevenzione.
ACERRA – Dal cuore della Terra dei Fuochi i medici lanciano le accuse al sistema sanitario nazionale: “Questo sistema è sbagliato. E su questa base sbagliata, si sta costruendo il futuro della Sanità che dipende dal controllo economico, dall’equilibrio di bilancio introdotto in Costituzione da una furba politica”.
Lo ha detto il presidente dell’Ordine dei Medici della Campania Silvestro Scotti, nel corso di un convegno sul ruolo del medico come figura centrale dell’assistenza sanitaria tenutosi nell’auditorium del Liceo ‘Alfonso Maria de’ Ligouri’ di Acerra, al quale hanno preso parte anche il Vescovo Antonio Di Donna ed il sindaco Raffaele Lettieri. Non è un caso che le preoccupazioni dei medici campani siano state espresse da Scotti proprio nella città di Acerra: da qui, infatti, nelle scorse settimane era nata una mobilitazione dei Medici di Base (riuniti nell’Associazione A.M.A.), sostenuta dal primo cittadino Raffaele Lettieri, che denunciava l’inapplicabilità del famoso decreto del Ministro Lorenzin che avrebbe causato il fallimento della medicina d’iniziativa e preventiva.
In questo territorio, a cominciare dallo scorso febbraio, si era parlato di “negazione della garanzia dell’ordinario diritto alla salute”. Questione centrale, dunque, la prevenzione: “Lo spreco in sanità va contestualizzato, come l’appropriatezza. Una cosa è l’appropriatezza delle cure in luoghi come la Terra dei Fuochi e una cosa è l’appropriatezza in altri luoghi, come nel Cilento ad esempio, dove non ci sono strutture e si vive cento anni. Contesti diversi – ha ribadito il numero uno dei Medici della Campania – determinano situazioni differenti. Dobbiamo mettere gli operatori e i cittadini in condizione di avere gli strumenti per vivere al meglio. In Italia si sopravvive di meno rispetto alla Norvegia perché non ci sono diagnosi precoci”.
Chiara la strada tracciata da Scotti: “Gli screening sono la battaglia vera: occorre evitare che a quelle persone malate se ne aggiungano altre. Incominciamo già da subito un meccanismo che coinvolga anche i parroci sugli screening. Come anche sulle vaccinazioni. Anche i parroci ci devono aiutare a far capire alla gente che investire in prevenzione è l’unico modo per mantenere il nostro sistema sanitario, per poter offrire tutto a tutti”. (REDAZIONE)








