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L’ombra della protesta Cub sulla Via Crucis
I lavoratori, asserragliati da 5 giorni sul tetto del Castello, provocano l’annullamento della Crocifissione. Modifiche al percorso.
ACERRA – La scure dei Cub sulla Via Crucis. La protesta dei lavoratori del Consorzio di Bacino provoca l’annullamento della Crocifissione per ordine pubblico, già spostata a piazzale Renella per i lavori di rifacimento di piazza Castello. Previste anche modifiche al percorso originario.
“A noi la Processione non interessa, che si faccia pure. Noi andremo avanti finchè non ci sarà dato quanto ci spetta”. Rassicurano cittadini ed istituzioni i lavoratori ex Cub che da quattro giorni e quattro notti stanno protestando per il mancato pagamento degli arretrati, arrivati oramai a quasi 4 anni. Nel giorno in cui Acerra e gli acerrani sono coinvolti da uno degli eventi di maggiore prestigio della città, tuttavia, c’era stata un po’ di apprensione per il fatto che la Via Crucis potesse subire la protesta dei lavoratori.
Già la Crocifissione era stata spostata da piazza Castello, interessata dai lavori di restyling, a piazzale Renella, con il luogo dello storico e sacro ‘incrocio’ modificato rispetto al percorso originale. Dall’alto dell’Antico Demanio, lì dove sono asserragliati, i manifestanti spiegano di non avere alcuna intenzione di scendere: “Non percepiamo lo stipendio da quattro anni e non ci sono stati versati nemmeno i contributi. Decidiamo di proseguire fino a quando non verranno versati gli stipendi a tutti. Le istituzioni locali e il sindaco dicono che la storica Via Crucis non uscirà perché ci siamo insediati all’interno del castello. Noi abbiamo garantito che possono fare tutto ciò che vogliono perché non siamo contro la tradizione popolare. In Italia vengono crocifissi tre operai al giorno per mancanza di lavoro”.
Ieri il Vescovo Antonio Di Donna aveva lanciato un appello al presidente della Regione De Luca affinchè si faccia carico delle difficoltà e dei forti disagi dei Cub: “La forte protesta dura da tempo e non accenna a placarsi: essa è la conseguenza di un disagio sempre crescente che in questi mesi ha raggiunto livelli al limite della governabilità”.










