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Acerra a tutela del Pomodoro San Marzano
Quasi la metà degli ettari del Consorzio sono concentrati nel territoro di Acerra. Il sindaco Lettieri: rispettare la normativa europea sulle etichette.
ACERRA – Si è svolto questa mattina, presso la sede della Provincia di Salerno, alla presenza del Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri, il confronto istituzionale tra Amministratori locali, produttori agricoli, esponenti della Coldiretti e la Senatrice Saggese, per esprimere il sostegno alla filiera della produzione del Pomodoro San Marzano Dop, soprattutto dopo le recenti affermazioni del Commissario all’agricoltura Phil Hogan sulla Denominazione di Origine Protetta.
I dati della produzione di San Marzano rivelano che dei 140 ettari di produzione (400 coltivatori certificati) di tutto il Consorzio Dop del Pomodoro, ben 62 ettari sono coltivati nel territorio del Comune di Acerra.
Al fine di rafforzare la difesa del territorio acerrano, il primo cittadino di Acerra, pertanto, ha sostenuto innanzitutto la necessità di riconoscere il peso specifico dei produttori agricoli acerrani, nel Consorzio di tutela del Dop San Marzano. Inoltre, il Sindaco Lettieri ha voluto esprimere il totale dissenso contro le proposte che rischiano di pregiudicare ancora la produzione del Pomodoro San Marzano. «Queste idee – ha spiegato Lettieri – rischiano di pregiudicare il settore agroalimentare tutto, il particolare il valore e specificità di questo prodotto».
L’Amministrazione comunale di Acerra si è detta, pertanto, contraria all’ipotesi di declassare il riconoscimento del Dop del Pomodoro San Marzano ad Igp, a danno proprio delle produzioni locali. Per il Comune di Acerra, che si prepara ad un’iniziativa deliberativa in tal senso, la tutela va estesa anche al prodotto fresco, impiegato per la produzione del pomodoro pelato, così da salvaguardare il sistema economico che sta alla base dell’attuale Dop. L’Amministrazione comunale di Acerra si è anche fatta promotrice, inoltre, seguendo le indicazioni provenienti dal mondo della produzione agricola, di una precisa richiesta alla Unione Europea perché sia garantito il rispetto del Regolamento n.1151 del 2012 che chiarisce che non sono possibili indicazioni di etichetta che traggano in inganno i consumatori. (COM. STAMPA)










