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Furgone bruciato contro ditta di pompe funebri
Secondo raid intimidatorio in poco più di un mese contro la ‘Pacilio Group’. Il veicolo era stato rubato a Cancello pochi giorni fa.
ACERRA – Raid intimidatorio contro l’azienda di pompe funebri Pacilio: è il secondo in poco più di un mese. Un veicolo rubato abbandonato e bruciato davanti alla storica sede della ditta: indaga la polizia. E’ quanto avvenuto nella notte tra domenica e lunedì in via Trieste e Trento ad Acerra, poco prima delle quattro.
In azione due persone su un Peugeot Expert bianco, un furgone risultato provento di un furto denunciato il 12 gennaio scorso a Cancello, centro del Casertano al confine con la Città Metropolitana di Napoli. La coppia ha dapprima infranto i pali e l’arredo urbano che segnano il passaggio pedonale, poi ha lasciato il mezzo davanti agli uffici della società. Un po’ di benzina da versare nell’abitacolo ed ecco l’incendio che ha danneggiato seriamente gli infissi della ditta. Poi la fuga con un’altra macchina.
Il fatto è stato denunciato dalla 30enne amministratrice unica della Pacilio Group agli uomini del commissariato di polizia di Acerra, diretti dal vicequestore Antonio Cristiano, ai quali ha spiegato di non aver ricevuto minacce né richieste estorsive. Un identico raid era avvenuto in una notte di inizio dicembre ed anche in quella occasione una coppia aveva infranto gli addobbi stradali con una macchina rubata salvo darle fuoco successivamente con della benzina che immediatamente aveva avvolto l’ingresso dell’agenzia. Le indagini non escludono alcuna pista anche se gli investigatori sembrano propendere o per un fatto legato all’attività delle pompe funebri o per una questione personale.
L’azienda è stata più volte presa di mira dai malviventi con fatti intimidatori: a marzo del 2015, infatti, l’allarme era stato provocato da un pacco bomba con innesco fatto ritrovare sempre in via Trieste e Trento. Una scatola alla quale erano attaccati alcuni fili aveva destato sospetti tra i militari dell’Arma che di notte chiusero la strada per verificare la situazione. Nel pacco, però, non c’èra nulla. Già per quell’episodio i titolari dell’impresa spiegarono alle forze dell’ordine di non aver mai ricevuto minacce né richieste estorsive.
A fine agosto, poi, un episodio ritenuto dagli inquirenti più grave, con alcuni spari che coLpirono le vetrate della ‘Pacilio Group’. Il bandito o i banditi di turno fecero fuoco quattro volte. Anche in quel caso i Pacilio, storica e rinomata famiglia acerrana che opera nel settore delle onoranze funebri fin dal 1967, oggi giunta alla terza generazione in questo campo, presentò denuncia ai carabinieri. (REDAZIONE CRONACA)










