Casalnuovo, ruspe in azione per realizzare il parco pubblico

Un grande polmone verde sorgerà nell’area ex Moneta. Il sindaco Pelliccia: zero cemento, ma uno spazio per le future generazioni.

CASALNUOVO – Ruspe in azione per la riconversione dell’area industriale ex Moneta in Parco Pubblico. Dopo l’esproprio e l’acquisizione del comparto da parte del comune di Casalnuovo, mercoledì ci sarà la consegna ufficiale dell’intera area per dare il via libera ai lavori previsti dal Programma Integrato Urbano Piu Europa.

Zero cemento e più spazi verdi per una città a misura di bambini, l’idea di fondo intorno a cui si concentra e si sviluppa l’intero progetto cofinanziato con risorse europee per un importo complessivo di circa 9 milioni e 600 mila euro

Un’area gioco per i bambini, il campo bocce, un percorso ciclabile, spazi di sosta, alberi e vegetazioni di diverse specie, due piazzette per piccoli eventi e spettacoli ed il grande spazio centrale per le manifestazioni all’aperto, riducendo al minimo indispensabile eventuali manufatti per meglio preservare il concetto di vero e proprio polmone verde cittadino che di fatto costituisce la volontà dell’attuale amministrazione comunale.

“ Nessuna cittadella civica all’interno del parco pubblico – ha dichiarato il sindaco Massimo Pelliccia – ma solo aree verdi. Il nostro intento è quello di creare un nuovo spazio per i cittadini e soprattutto per le future generazioni che avranno finalmente un primo vero polmone verde”.

Una volta ultimato, il parco avrà grande impatto positivo sul territorio casalnuovese: realizzato con aggiornati criteri di sostenibilità ambientale, infatti, servirà a creare nuove occasioni per il tempo libero, la cultura e l’aggregazione in città intervenendo su un’area dimessa oggi vero e proprio “vuoto urbano” nel centro cittadino.

La zona dove nascerà la nuova struttura è infatti quella dell’Ex Fabbrica Moneta che si estende su oltre 22mila metri quadrati ed è compresa tra via Roma, a ridosso della stazione ferroviaria, via Vittorio Emanuele e via Giovanni Falcone. Fino agli anni ’80 nello stabilimento si producevano pentole, poi, dopo la chiusura dell’azienda, l’aerea è rimasta chiusa, inutilizzata, ed esposta al degrado più totale. (com. stampa)

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