Un gruppo di operai ha picchettato l’ingresso del polo industriale, in cui sono attive poco più di 60 persone. Chiesto incontro in Prefettura.
Presidio di protesta alla Montefibre: è quanto avvenuto ieri nell’area dell’ex colosso chimico acerrano, lì dove buona parte dei 400 operai sono stati praticamente già licenziati. Poco dopo le undici un gruppo di manifestanti ha occupato il piazzale antistante l’ingresso del polo industriale fino al primo pomeriggio, quando ci sono state le rassicurazioni di un incontro in Prefettura la cui data è ancora da stabilire.
I lavoratori, una quarantina di ex dipendenti Simpe (fallita insieme a Ngp) sono senza reddito ed in attesa della liquidazione bloccata da un complicato ‘giro’ di aziende. Le lettere di licenziamento arrivate dopo 11 anni di cassa integrazione.
Fallimento che è lo stesso amaro destino toccato alla cinquantina di dipendenti Serint, la ditta che si occupava delle pulizie e della movimentazione merci all’interno degli stabilimenti.
In mobilità, invece, ci sono le 103 tute blu della Fidion. “Che fine hanno fatto i 150 milioni investiti – chiedono con rabbia i manifestanti – ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni”. Attualmente nel parco industriale sono attive solo l’Infra (35 operai che producono il fiocco della plastica riciclata) rilevata due anni fa dall’Adler (gruppo Scudieri), poi ceduta a Rossi Flor e la centrale elettrica Fri-El che impiega 25 tute blu. (rc)
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