Spari contro un’agenzia di onoranze funebri

Il fatto avvenuto lunedì sera. Secondo gli investigatori non si tratterebbe di un fatto di camorra. Quattro i colpi di pistola contro la sede della ‘Pacilio Group’.ACERRA – Intimidazione contro un’agenzia di pompe funebri, colpi di pistola contro la sede. E’ quanto avvenuto l’altra sera in pieno centro ad Acerra, quando le vetrate della ditta ‘Pacilio’ sono state prese di mira da ignoti. Indagano i carabinieri. I fatti: sono da poco trascorse le undici e mezza della serata di lunedì ed in tutta la città ci sono pochissime auto in giro, causa sia l’ultimo scorcio di ferie d’agosto che l’ora tarda. Il centro storico – via Trieste e Trento per l’esattezza –viene coinvolto all’improvviso in un episodio criminale.

Qualcuno, forse a bordo di uno scooter o di un’auto, ferma la sua corsa all’altezza della sede della ‘Pacilio Group’, storica e rinomata famiglia acerrana che opera nel settore delle onoranze funebri fin dal 1967, oggi giunta alla terza generazione in questo campo. Il bandito di turno estrae una pistola e spara quattro volte contro una delle vetrate dei locali. Poi la fuga nel silenzio delle strade del centro di Acerra, a due passi dal Castello Baronale. Nessuno ha visto o sentito nulla ed i titolari dell’attività commerciale hanno presentato denuncia ai carabinieri, spiegando loro di non aver mai ricevuto minacce né richieste estorsive.

Un episodio, quello di lunedì sera, che secondo gli investigatori non è riconducibile ad un fatto di criminalità organizzata o del racket, ma ad un gesto isolato ad opera di qualche testa calda. Non è da escludere che le telecamere della zona possano essere di fondamentale supporto agli inquirenti nel dare un identità agli autori del gesto increscioso.

Non è la prima volta che la ‘Pacilio Group’ finisce nel mirino dei delinquenti: a marzo scorso, infatti, una scatola – poi rivelatasi vuota – dalla quale uscivano alcuni fili, era stata rinvenuta davanti gli uffici della società a via Trieste e Trento. La notte acerrana tra il 7 e l’8 marzo fu molto movimentata: prima ci fu il pacco bomba fasullo poi l’attentato contro la sede del Pd a piazza Castello. I due avvenimenti – secondo le forze dell’ordine – non avevano alcun legame tra loro.

L’allarme scattò per un contenitore di cartone al quale erano attaccati alcuni fili: all’interno, però, non c’era nulla. (redazione cronaca)

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