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Protestano i cassintegrati ex Montefibre, bloccato l’asse mediano
Disperati e senza un futuro, hanno occupato la strada per circa mezzora. Quattrocento famiglie a rischio: le tute blu: abbandonati da tutti.ACERRA – Nuova protesta dei lavoratori dell’ex Montefibre, bloccato l’asse mediano. E’ quanto avvenuto ieri mattina nei pressi dello svincolo della superstrada che costeggia l’area dell’ex colosso chimico acerrano, lì dove circa 400 operai stanno vivendo una situazione drammatica. Poco dopo le undici un gruppo di manifestanti ha occupato la strada, per poi fare dietrofront dopo poco meno di mezzora. I lavoratori non percepiscono alcuna mensilità da sette mesi e sono oramai sull’orlo del baratro.
Due rami d’azienda dell’ex Montefibre Ngp e Simpe), inoltre, sono falliti, con le lettere di licenziamento arrivate dopo 11 anni di cassa integrazione. Fallimento che è lo stesso amaro destino che potrebbe toccare alla cinquantina di dipendenti Serint, la ditta che si occupa delle pulizie e della movimentazione merci all’interno degli stabilimenti. Se a questo si aggiunge che dal primo dicembre sono in mobilità 103 tute blu della Fidion diventa chiaro che a breve Montefibre – i cui impianti sono fermi da 11 anni per ristrutturazione – si avvia alla chiusura definitiva della sua attività portandosi dietro un dramma occupazionale che acuisce la di per sé già grave congiuntura economica locale.
“Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni – il commento degli operai – non sappiamo a chi dobbiamo rivolgerci. Siamo quasi tutti padri di famiglia che si vergognano per non poter comprare un paio di scarpe nuove ad un figlio. Ci sentiamo umiliati prima come uomini che come lavoratori”. Attualmente nel parco industriale sono attive solo l’Infra (35 operai che producono il fiocco della plastica riciclata) rilevata due anni fa dall’Adler (gruppo Scudieri), poi ceduta a Rossi Flor e la centrale elettrica Fri-El che impiega 25 tute blu. (REDAZIONE)










