Rissa a colpi d’ascia: uno va in cella, gli altri scarcerati

Delle sette persone arrestate per la violenta lite di lunedì sera custodia in carcere per Giuseppe Amoruso e obbligo di firma per gli altri sei.ACERRA – Rissa a colpi d’ascia tra famiglie, uno va in cella, gli altri scarcerati. E’ quanto ha disposto ieri mattina il gip del tribunale di Nola Sebastiano Napolitano nei confronti dei protagonisti della violenta zuffa scatenatasi lunedì sera nel rione Sant’Anna ad Acerra. Una lite scatenata da un presunto ladro scoperto da un vicino di casa, con le forze dell’ordine che hanno impiegato oltre un’ora di tempo per riportare la calma in una situazione oramai degenerata.

Le accuse per tutti sono di rissa aggravata, violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, mentre Giuseppe Amoruso – che va in carcere per il fatto dell’ascia – risponde di porto abusivo di arma impropria oltreché di tentato furto in abitazione. Per gli altri, invece, disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: si tratta di Michele Amoruso (fratello di Giuseppe), Angelo Amoruso (il cugino) e degli ‘inseguitori’ Angelo Maugieri, sua moglie Rosa Palladino ed il cugino Raffaele Cerbone e di Vincenzo Maugieri. I componenti di questa famiglia avevano sorpreso il presunto ladro (Giuseppe Amosruso) in casa dei vicini e di qui ne era nata la rissa. Aggrediti anche 30 poliziotti.

L’operazione era stata portata a termine dagli uomini del commissariato di Acerra, diretti dal vicequestore Antonio Cristiano e coordinati dal sostituto commissario Alessandro Gallo. La battaglia in strada fra i due nuclei familiari era durata più di un’ora coi due nuclei familiari guidati dalle donne. Il tutto è cominciato quando un ladro è stato scoperto da un vicino di casa e l’ha anche aggredito. Qui però è intervenuto il padre che a sua volta era stato malmenato con un’ascia. I loro familiari, però, avevano rincorso il ladro fino sotto casa, poco distante dall’abitazione presa di mira in precedenza ed ubicata nello stesso quartiere, dando il via alla battaglia. Il collegio difensivo composto dagli avvocati Giuseppe Forni ed Elisabetta Montano. (REDAZIONE CRONACA)

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