- Documenti falsi, targa clonata. L’uomo che non esiste si fa ingolosire e commette un errore, arrestato e scarcerato
- Ai domiciliari con un mitra da guerra, finisce in carcere
- La Terra è la periferia dell’Universo, in libreria l’opera di Antonio Puzone
- Carabinieri, avvicendamento al Comando ‘Ogaden’: ecco il Generale Castello
- Formazione professionale, ripartono i corsi di A2A e Generation Italy
- Congedo da Napoli, il Generale Masciulli rende omaggio alle spoglie di Salvo D’Acquisto e alle Bandiere di Guerra del Reggimento Campania e della Nunziatella
- Le bandiere d’Italia ed Europa per augurare buon anno scolastico, l’omaggio dell’amministrazione comunale
- Rifiuti bruciati sull’asse mediano, due persone denunciate
- Botte all’ex fidanzata davanti al figlioletto, preso
- Aggredisce l’ex compagna, 31enne arrestato dalla polizia
Don Riboldi ‘acerrano’ ad honorem, sabato la cerimonia
Consiglio comunale per l’alto prelato Vescovo emerito della città e uno dei primo simboli della lotta alla camorra.E’ convocato per sabato 30 maggio 2015, alle ore 9,30, il Consiglio comunale di Acerra per il conferimento della Cittadinanza Onoraria al Vescovo Emerito della Città di Acerra, S.E. Mons. Antonio Riboldi. Proposta al Consiglio Comunale della Delibera di Giunta Comunale n. 39 del 18.03.2014.
Mons. Antonio Riboldi è stato eletto Vescovo di Acerra da Paolo VI il 25 gennaio 1978, l’11 marzo dello stesso anno ha ricevuto l’ordinazione episcopale dal cardinale Salvatore Pappalardo. E’ rimasto indelebile il suo impegno a favore della legalità e giustizia, nonché la sua attività per cancellare la povertà materiale, e soprattutto culturale.
La sua azione pastorale si è indirizzata a contrastare il dilagare del malaffare e della criminalità organizzata, contribuendo a rompere il muro di omertà, suscitando pentimenti e collaborazioni con la giustizia. Nato a Triuggio in provincia di Milano, il 16 gennaio 1923, Don Riboldi ed è stato consacrato sacerdote il 29 giugno 1951 a Novara. Prima di essere Vescovo di Acerra, nel 1958 Don Riboldi fu inviato in una parrocchia della Valle del Belice, nel Trapanese in Sicilia (diocesi di Mazara del Vallo), dove nel 1968 si è trovato ad affrontare l’emergenza di un grave terremoto, rivendicando per la sua gente il diritto ad una casa dignitosa. (com. stampa)










