Consiglio comunale, ok alla moratoria sugli impianti inquinanti: ma in aula si sfiora la rissa

Momenti di tensione tra agricoltori e disoccupati. Passa il documento sull’ambiente che risponde alle richieste dei comitati.ACERRA – Rissa sfiorata in consiglio comunale poco prima dell’approvazione della moratoria delle attività inquinanti. E’ quanto avvenuto ieri pomeriggio nel corso di una movimentata seduta dell’Assise che ha visto la presenza tra il pubblico di numerosi cittadini tra ambientalisti, agricoltori, mamme coraggio, disoccupati e rappresentanti della locale associazione di avvocati. Mentre il sindaco Lettieri spiegava quanto la sua amministrazione ha prodotto sulla materia ambientale, un gruppo di senza lavoro e di agricoltori locale è quasi venuto alle mani diviso solo dall’intervento della polizia e degli altri manifestanti. Qualchje minuto di tensione, poi la situazione è ritornata sotto controllo.

Tema principale al vaglio dei consiglieri, la richiesta dei comitati ecologisti dell’adozione di alcuni precisi atti finalizzati a fermare gli insediamenti inquinanti sul territorio di Acerra, l’approvazione del Puc, un nuovo assessore all’Ambiente, un nuovo ufficio ambiente, una commissione di controllo sugli insediamenti produttivi insalubri già ricadenti nella zona ed uno studio sulle emissioni e le ricadute sul territorio. Alla fine di un’accesa discussione via libera al documento della maggioranza, approvato con 15 voti (i soli voti della maggioranza, appunto), 5 no e due astenuti: ok – in linea con quanto chiedevano ‘le mamme coraggio’ – alla moratoria di tutte le attività economiche potenzialmente inquinanti secondo il principio di precauzione, tenuto conto che la titolarità nel procedimento autorizzatorio non è in capo al Comune di Acerra.

Nello stesso provvedimento, in riferimento al punto effettivamente all’ordine del giorno – la sentenza di Appello del processo Pellini – è stata deliberata una riconvocazione dell’Assise entro 15 giorni dalla data di deposito della stessa. La delibera approvata prevede anche la necessità di insediare attività imprenditoriali ecosostenibili e non più di attività di trattamento e smaltimento di rifiuti. Bocciati i documenti sul tema presentati dalle opposizioni (centrodestra più riformisti e Pd).

“Nel piano regionale dei rifiuti – ha sottolineato in aula il consigliere Tardi – è chiaramente evidenziato come nei territorio che ospitano impianti tipo il termovalorizzatore non possono essere autorizzate altre attività per il trattamento dei rifiuti”. A fine Consiglio è arrivato anche l’ok – tra gli applausi degli agricoltori – alla Denominazione Comunale (DE.CO) finalizzata a sostenere il Patrimonio di Tradizioni Gastronomiche e Attività Agroalimentari, nonché i Prodotti che rappresentano il vanto del Territorio Comunale. (achille talarico)

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