- Pomigliano, movida violenta: due feriti, una ragazza accoltellata
- Acerra: Sindaco, Caritas, Vescovo e Asl inaugurano l’ambulatorio popolare
- Polveri sottili, nell’aula consiliare presentato lo studio dell’Arpac sulle particelle
- Truffa agli anziani, acerrano ‘beccato’ in Toscana
- Acerra, inaugurato il Comitato di Quartiere ‘Fare Gescal’ in via Deledda
- L’8 Marzo ad Acerra tra musica, creatività e impegno sociale
- Giornata dei Giusti, Acerra celebra un’insegnante di vita e umanità
- Erano il terrore dei benzinai del napoletano, presa la banda
- Vicenda Pellini, il sindaco Tito d’Errico: prioritario destinare risorse ad Acerra
- La Malattia di Sjogren raccontata con l’arte creativa dei ragazzi del Munari
Si fa due giorni in cella per errore, ecco l’incubo di un operaio 41enne
Vittima del clamoroso errore giudiziario un uomo di Acerra: doveva beneficiare dell’indulto perchè il reato risaliva al 2006.ACERRA – Arrestato per errore, scarcerato dopo due giorni. E’ l’incredibile vicenda in cui è rimasto protagonista suo malgrado Pasquale De Rosa, 41enne di Acerra, finito in manette martedì sera per scontare una pena che in realtà avrebbe dovuto essere indultata da tempo poiché risalente ad un periodo precedente a maggio del 2006.
Ha creduto che si trattasse di uno scherzo quando i carabinieri gli hanno notificato l’ordine di carcerazione proveniente dal tribunale di Modena. Invece, purtroppo, era tutto vero e con tanto di sconcerto degli stessi militari si è ritrovato in una cella a Poggioreale. Sgomento tra i suoi familiari per un caso che per fortuna è stato risolto in breve tempo grazie all’istanza presentata nell’immediatezza dei fatti dal legale difensore del 41enne, l’avvocato Rosa Montesarchio, che ha allertato la Procura emiliana la quale immediatamente ha compreso l’errore giudiziario dando il là subito al provvedimento di scarcerazione.
Ieri sera, dunque, il ritorno a casa, tra l’affetto dei suoi cari e della comunità acerrana incredula per quanto gli fosse capitato. L’uomo venne coinvolto in una vicenda ad agosto del 2004 a Carpi, nel Modenese, lì dove era emigrato, insieme ad altre due persone. Al termine dell’abbreviato venne condannato a febbraio del 2006 a 2 anni e 8 mesi per rapina, estorsione e sequestro, condanna confermata dalla Corte di Appello di Bologna a fine 2013. Nel frattempo, però, oltre ad essere ritornato nel suo paese di origine, è stato approvato anche l’indulto per i reati commessi fino a maggio del 2006. Lui non ne aveva mai beneficiato e non avendo altre pendenze penali in corso credeva di aver chiuso il suo conto con la giustizia. De Rosa è molto conosciuto in città per il suo impegno con il locale nucleo di Protezione Civile, alla quale dà una mano quando è libero dal suo lavoro di operaio nell’attività di famiglia.
L’altra sera, invece, a distanza di quasi dieci anni, si è materializzato l’incubo del carcere, per fortuna conclusosi con il più classico dei lieto fine con tanto di scuse della Procura di Modena per un errore giudiziario che si è risolto in 48 ore, ma che probabilmente lascerà per sempre il segno su una persona finita ingiustamente in cella. (achille talarico)










