ACERRA – La notizia, appresa dagli organi di stampa, che, a partire dagli inizi di ottobre, l’inceneritore di Acerra brucerà le oltre 20mila ecoballe stipate ad Eboli, ci preoccupa e inquieta. Ci preoccupa per una serie di motivi. Anzitutto, perché si tratta di balle di pessima qualità, ammassate dall’inverno del lontano 2008, in piena emergenza rifiuti, in un sito – quello di Coda di Volpe – vera e propria bomba ecologica, interessato negli anni da incendi e fuoriuscite di percolato: risulta così evidente la violazione di una delle 27 prescrizioni imposte all’inceneritore, a suo tempo, dal ministero dell’Ambiente, ovvero l’obbligo di bruciare solo combustibile a norma. In secondo luogo, la decisione, ad opera dell’Assessorato regionale all’Ambiente, di smaltire le balle di Eboli nell’impianto acerrano avviene in proroga all’Autorizzazione Integrata Ambientale scaduta da tempo e mentre sono tutt’ora in corso le procedure per il suo rinnovo.
Ci inquieta, invece, il fatto che stiamo vedendo realizzarsi i timori e i sospetti manifestati in tutti questi anni di lotte: ovvero che, finita la fase emergenziale più acuta – e quindi esaurito il combustibile per l’inceneritore – le sei milioni di ecoballe depositate negli anni in tutta la Campania rappresentano le garanzie bancarie per i gestori del mostro del Pantano. Il nodo è semplice: l’inceneritore, per generare profitti, deve bruciare quanti più rifiuti possibili dato che il suo reale business è rivendere l’energia prodotta dalla termodistruzione delle balle. Legali o illegali non importa.
Se la ferita democratica inferta a un’intera comunità con l’imposizione coercitiva dell’inceneritore continua a sanguinare, non può non indignare il silenzio assordante dell’amministrazione comunale e delle altre forze politiche, né sono sufficienti le veline stampa di chi, a Roma, sostiene governi dichiaratamente inceneritoristi (il decreto “Sblocca Italia” del governo Renzi in via d’approvazione apre alla costruzione di nuovi impianti e ai trasferimenti di rifiuti fuori regione) e, a Napoli o ad Acerra, nelle aule istituzionali, tanto dai banchi della maggioranza quanto da quelli dell’opposizione sa mostrare unicamente inconsistenza politica se non inadeguatezza.
Chiediamo, pertanto, la convocazione urgente di un consiglio comunale monotematico per mettere al corrente la nostra comunità sia delle posizioni delle varie forze politiche rappresentate, sia delle iniziative concrete che l’amministrazione comunale intende porre in essere per contrastare l’ennesimo scempio che sta per compiersi sul nostro territorio.
Dal canto nostro, in queste ore, richiederemo al Sindaco Lettieri un incontro urgente per conoscere nel merito le posizioni sostenute sulla drammatica questione ambientale, mentre abbiamo già attivato i nostri parlamentari europei ai quali, in occasione del decennale dalla straordinaria mobilitazione contro il mostro del Pantano del 29 Agosto 2004, abbiamo consegnato un corposo dossier per riaprire in Europa la vertenza relativa all’impianto che continua a funzionare in deroga rispetto alle normative nazionali ed europee e senza alcuna garanzia per i cittadini di Acerra.
ACERRA – Prosegue il filo diretto tra il Comune di Acerra e la Soprintentenza, il Ministero…
Nell’ambito di attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica, i Carabinieri del Nucleo Investigativo…
In quattro erano gia detenuti. Ad otto persone contestato un omicidio a Scisciano. (altro…)
NAPOLI - ‘Napoli rivive la grande scena. I figurini teatrali a Napoli per un immaginario…
Dal vertice che si è tenuto nell’aula consiliare emerge la forza dell’amministrazione comunale di Acerra.…
ACERRA – Bonifiche, il Consiglio Comunale scrive alla Regione: ha l’obbligo di fare le bonifiche.…