ACERRA – È inaccettabile che uno dei consigli comunali più importanti nella vita politica di una città si sia svolto nel più totale silenzio, per volontà esplicita della maggioranza e, soprattutto, per clamorosa inadeguatezza dell’opposizione, la quale si ostina a non esercitare la sua funzione di garanzia democratica. Non chiediamo i lumi del bilancio partecipato – in un momento di crisi drammatica sarebbe lo strumento più adeguato per indirizzare la politica economica dell’istituzione comunale – ma quanto meno di mettere in condizione la cittadinanza di presenziare ad una discussione che, purtroppo, non è mai avvenuta.
Ha ragione chi, anche fra le forze di maggioranza, afferma che non si può cambiare posizione a seconda del livello territoriale su cui si discute: i partiti che sostengono la giunta municipale – e anche parte dell’opposizione – sono gli stessi che a Roma, da anni, praticano e impongono le politiche di austerità lacrime e sangue il cui peso viene scaricato interamente sui comuni più disagiati. Sono gli stessi che maggioranza e parte dell’opposizione hanno supportato trasversalmente anche durante l’ultima tornata elettorale, il 25 maggio. Gli enti locali, per effetto delle politiche liberiste rese invitabili dalla trappola del debito pubblico e dall’aver assunto come priorità indiscutibili i vincoli economici imposti dai governi delle larghe intese, infatti, sono stati ridotti alla paralisi amministrativa, mettendo a rischio il loro stesso ruolo sociale, ovvero l’essere garanti di servizi basilari per la collettività. Per questo le parole di doglianza dell’assessore Martino, costretta ad aumentare il carico fiscale sui cittadini nel vuoto delle politiche sociali, oltre a suonare come tremendamente beffarde, rappresentano una mistificazione inaccettabile.
La nostra scelta di costituire il comitato cittadino de l’Alta Europa con Tsipras rispondeva proprio all’esigenza di dare voce in tutte le istituzioni sovra-locali al disagio sociale che si vive e si soffre ogni giorno a causa di quelle politiche, che l’amministrazione comunale si è limitata a subire e ad applicare pedissequamente senza la minima forma di dissenso.
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FEDERAZIONE DELLA SINISTRA ACERRA
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