Aggressione a sfondo razzista, rissa sfiorata alla fermata dell’autobus

ACERRA – Aggressione a sfondo razzista, rissa sfiorata alla fermata dell’autobus. La vergognosa vicenda è andata in scena l’altro giorno ad Acerra, a via Calzolaio, lì dove c’è la fermata della linea 171 dell’Anm che da Napoli conduce ad Acerra. A bordo alcune decine di persone tra nuclei familiari e ragazzi, in molti reduci dalla giornata di mare sulle spiagge di ‘Mappatella Beach’.

Insieme a loro, per caso, anche un extracomunitario africano, che viaggiava per conto suo. Il ragazzo di colore, un personaggio longilineo alto quasi due metri, secondo le testimonianze di alcuni studenti acerrani sarebbe stato oggetto di pesanti sfottò da parte di un signore del posto, che qualcuno avrebbe visto anche abbastanza ‘alticcio’, che era sull’autobus in compagnia della figlia. Dalle frasi del genere “perché sei già scuro, noi andiamo al mare per diventare così invece lui lo è già”, la mezzora di tempo che occorre per arrivare da piazza Garibaldi ad Acerra è un continuo di provocazioni: “E’ così perché è un negro di m…..” l’espressione pronunciata con forte accento napoletano che avrebbe di fatto determinato la reazione, civile, del ragazzo di colore.

“Perché mi dite questo, io sto per i fatti miei, cosa volete da me, cosa vi ho fatto”. Una scena che lascia sconcertati i molti ragazzi presenti sul pullman e che alla fine, per fortuna, hanno evitato guai peggiori al ragazzo. Padre e figlia, però, vanno avanti nel loro becero atteggiamento finchè, una volta giunti ad Acerra alla fermata di via Calzolaio, esplodono in un raptus di razzismo, stupidità e violenza. Le porte del bus si aprono poco dopo le 19 e 30, in tanti scendono. Un gruppetto di persone incredibilmente spalleggia la coppia che accecata da chissà quale rabbia ha come unico obiettivo quel coloured, che loro continuano a definire ‘sporco negro’. Il padre di famiglia si scaglia contro l’extracomunitario, che viene ‘accerchiato’. A sua difesa, per fortuna, si frappongono alcuni giovani che lo aiutano, anche se a fatica, a prendere il largo e guadagnarsi la via di casa. L’autista dell’Anm resta fermo alcuni minuti perché la folla fatta di curiosi e aspiranti partecipanti alla zuffa, impedisce al veicolo di proseguire la corsa. Accanto all’africano si schiera anche una ragazza di colore che viene presa a calci da quell’uomo in preda ad una furia che nessuno riesce a motivare.

Un gesto violento terminale di un atteggiamento aggressivo che lascia indignati quei ventenni acerrani che provano a fatica a riportare calma e lucidità. Il capannello si sperde in breve tempo, i ragazzi spiegano increduli e sconcertati quanto accaduto davanti ai loro occhi: sono esterrefatti e stentano a credere che nel 2014 ci siano ancora aggressioni, verbali e fisiche, di stampo razzista. Altri coetanei che lo ascoltano ridono indifferenti e fanno il giro dell’isolato sperando di vedere ulteriori sviluppi fatti di urla e di violenza. O forse solo di stupidità. (redazione)

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