Camorra, oggi interrogatorio di garanzia per Domenico Basile “O’nir”

ACERRA – Si terrà questa mattina nel carcere di Secondigliano l’interrogatorio di garanzia di Domenico Basile, ritenuto al vertice della mala locale, catturato martedì sera dalla polizia dopo cinque mesi di latitanza. L’ultimo nascondiglio del 43enne, meglio conosciuto come o’nir, è stato un piccolo appartamento del centro storico di Acerra in uso a un 40enne, finito in manette per favoreggiamento.

Quest’ultimo, Tommaso Di Micco, incensurato del posto, è in attesa dell’udienza di convalida, prevista per domani mattina davanti al gip Sepe del tribunale di Nola. Dopo l’arresto di Basile, dunque, aumentano le tensioni intorno ai vari gruppi che compongono l’assetto criminale organizzato locale. Secondo gli inquirenti o’niro è stato l’ideatore ed il capo di una neonata associazione di tipo mafioso operante sul territorio, che al momento si può ritenere divisa in tre gruppi, con finalità di controllo delle attività economiche anche attraverso la gestione monopolistica di interi settori imprenditoriali e commerciali, tra cui quello delle trivellazioni, della fornitura di calcestruzzi oltre al racket. Con la cattura di Basile, ora, ciò che fa gola alle altre cosche sono i proventi delle estorsioni, la gestione dei quali, però, aveva già di recente creato contrasti tra le stesse organizzazioni. E’ il nuovo contesto, dunque, a preoccupare quella pax camorristica che finora ha retto ad Acerra.

Tregua che stava per cessare proprio se gli agenti del commissariato di Acerra e quelli della Squadra Mobile di Napoli non fossero intervenuti bloccando il 43enne: non è da escludere, infatti, che Basile, di lì a poco, sarebbe uscito di casa per commettere un delitto, un qualcosa legato ad un regolamento di conti con il capo di uno degli altri due gruppi malavitosi. Le forze dell’ordine, pertanto, mantengono altissima l’attenzione sugli scenari seguenti all’arresto del capoclan. Più che sul business della droga, le frizioni tra le varie costole della nuova camorra acerrana nascerebbero intorno alla spartizione degli introiti del ‘pizzo’. Domenico Basile era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa lo scorso 20 gennaio, dal Tribunale di Napoli, perché ritenuto responsabile, in concorso con altri, dei reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, tentata estorsione, continuata ed aggravata dal metodo mafioso e lesioni personali in danno di imprenditori edili impegnati nella realizzazione di opere edilizie nel territorio di Acerra. Sfuggì a un blitz dei carabinieri lo scorso 20 gennaio.

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