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Al via i controlli su terreni ed acque su pressione degli agricoltori locali
ACERRA – Tiene ancora banco la questione ambientale legata alla tutela della salute dei cittadini ed all’agricoltura locale. Nella giornata di ieri, infatti, sono cominciati i prelievi per le analisi dei terreni e soprattutto delle acque sul territorio di Acerra.
Ad effettuare le operazioni gli uomini dell’Arpac e del Corpo Forestale dello Stato, accompagnati dalla Polizia Municipale di Acerra: le verifiche interessano terreno e acqua nel territorio di Acerra. Di mattina i controlli hanno interessato un sito a Varignano, mentre nel pomeriggio i tecnici si sono trasferiti in località Calabricito (nei punti individuati dalla Regione coi numeri 40 e 41) quasi vicino all’area divenuta famosa per i sequestri degli anni scorsi. Dall’agenzia regionale di protezione ambientale fanno sapere che occorrerà del tempo per ottenere anche questi risultati. Si parla da uno a tre mesi di attesa per conoscere i risultati dei campionamenti. I prelievi per queste zone, tuttavia, sono stati possibili in quanto la situazione si è sbloccata dopo la richiesta effettuata lunedì scorso da un gruppo di agricoltori locali all’Arpac.
I consorziati dell’associazione ‘Ari.amo’, infatti, hanno indirizzato una missiva all’Asl di Napoli per campionare i prodotti agricoli di quattro siti inseriti dal decreto interministeriale della Terra dei Fuochi. I siti indicati dal Decreto sul territorio di Acerra sono 9, di classe 4 e di classe 5, ma non tutti sono coltivati: alcuni, infatti, sono aree incolte. Le analisi saranno effettuate a spese degli stessi operatori agricoli presso l’Istituto zooprofilattico di Portici, tramite l’Asl. Lo scopo di queste richieste è di ottenere il nulla osta alla commercializzazione dei prodotti della terra, così come indicato dal Decreto interministeriale e dalla stessa Regione Campania, se le analisi dovessero riscontrare l’assenza di agenti inquinanti. In caso di presenza di sostanze nocive, ovviamente, frutta e verdura verrà portata al macero.










