“Quanto successo a ‘Fare’ fotografa desertificazione centro storico”

By on 23 gennaio 2018

Lo dice il presidente del consiglio comunale Andrea Piatto nell’esprimere la propria solidarietà agli esponenti della lista di maggioranza.

ACERRA – “Ho chiamato il segretario della lista Civica ‘Fare’ per ascoltare la versione ufficiale dei fatti e per esprimere la mia personale vicinanza, istituzionale e politica, all’intera compagine e ai consiglieri comunali Laudando, Piscitelli e Tardi”. E’ quanto sottolinea il presidente dell’Assise Andrea Piatto dopo l’esplosione di un ordigno che venerdì pomeriggio ha danneggiato la sede del ‘Movimento Fare’ in via Trieste e Trento. Proseguono, intanto, le indagini dei carabinieri per risalire all’autore del gesto: dalle telecamere di sorveglianza del contro storico sembrerebbe che sia entrata in azione una sola persona che sarebbe poi scappata prima a piedi e poi, forse, in sella ad una bicicletta.

“Sembrerebbe, in ogni caso, da escludersi la matrice politica e da ritenersi più il gesto di un balordo – le parole di Piatto – paradossalmente ciò rende ancora più grave quanto accaduto perchè fotografa la desertificazione del centro storico e la difficoltà a garantire livelli minimi di sicurezza. Bisogna da un lato realizzare velocemente il sistema di videosorveglianza previsto e finanziato dall’amministrazione comunale nel Bilancio di previsione recentemente approvato ma anche trasferire funzioni per ripopolare il cuore della città, così come previsto nel programma di governo. L’auspicio, intanto, è che chi ha visto collabori con gli inquirenti”.

Amareggiato per il gesto che ha colpito la sede di ‘Fare’ anche il segretario politico del movimento, l’avvocato Giovanni Di Nardo: “La politica che intendo io è anni luce distante da simili gesti, rozzi e sconsiderati. Ho fortemente voluto una sede nel centro storico cittadino, per precise ragioni politiche e di rilancio sociale e culturale dell’area. Non ci abbattiamo, andiamo avanti con la stessa determinazione e la stessa trasparenza di prima”.

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