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Il ‘crimine’ ai tempi della crisi: tre arresti per furto di noci
Due operazioni della polizia di Acerra in altrettanti giorni: i responsabili già condannati, scarcerati e liberi.
ACERRA – Sorpresi a rubare noci, ecco il ‘crimine’ ai tempi della crisi: tre arresti in due giorni. E’ quanto risulta dopo una duplice operazione messa a segno dalla polizia di Acerra, guidata dal vicequestore Antonio Cristiano. L’altra sera bloccato Francesco Di Matteo, 36enne del posto. I fatti: sono da poco trascorse le sei del pomeriggio di mercoledì quando in commissariato arriva una segnalazione. Ci sono alcune persone sospette entrate in un fondo agricolo nella zona di via Mulino Vecchio. Gli agenti predispongono l’intervento e con un’attività di osservazione e appostamento riescono ad avere ben chiara la situazione. Almeno sei persone, ‘armate’ di pertiche di legno stanno battendo contro alcuni alberi di noci per farle cadere e portarsele via. Con questo stratagemma il gruppo ha già riempito quattro cassette, custodite nel cofano dell’auto del 36enne, finita sotto sequestro perché priva dell’assicurazione. All’irruzione dei poliziotti è un fuggi fuggi generale, uno viene bloccato con gli altri che riescono a scappare.
Dopo le formalità di rito l’uomo viene tratto in arresto per furto. Ieri mattina, al termine dell’udienza di convalida per direttissima, il giudice monocratico dl tribunale di Nola Giovanna Rosa Immacolata Di Petti l’ha condannato a 6 mesi dopo averlo ammesso al patteggiamento seguente all’accordo tra il pubblico ministero in aula ed il legale difensore dell’imputato, l’avvocato Elisabetta Montano. L’uomo beneficia della sospensione della pena ed è ritornato in libertà.
Nel primo pomeriggio di giovedì, poi, sullo stesso fondo, appetibile in quanto le noci sono di produzione biologica, gli agenti hanno sorpreso una coppia di 22enni acerrani: si tratta di Salvatore Ercolano e Salvatore Fattore jr. I due sono stati scoperti a percuotere gli arbusti con un grosso bastone in modo che le noci potessero cadere in un sacco posizionato sotto. Davanti a loro ce ne era uno di 30 chili, mentre un altro, più o meno dello stesso peso, era in macchina, parcheggiata in una stradina a circa cento metri dal terreno in modo da non destare sospetti. Recuperati intorno ai 60 chilogrammi di prodotto: questa tipologia di noci, di qualità ‘bio’ ha un valore di circa 8 euro al chilo. La coppia è stata condannata a 4 mesi a testa dopo l’abbreviato: sono liberi senza l’aggravio di alcuna misura cautelare. Accolta anche in questo caso la richiesta del loro legale difensore, l’avvocato Elisabetta Montano.










