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Voto di scambio, 44enne patteggia: pena sospesa
La sentenza è l’epilogo di uno stralcio del processo in cui è imputato l’ex consigliere comunale Nicola Ricchiuti.
ACERRA – Voto di scambio, 44enne condannato. E’ quanto ha stabilito l’altro giorno il giudice monocratico del tribunale di Nola Simona Capasso nei confronti di Mario Calzolaio, di Acerra. L’uomo rimedia 6 mesi e 10 giorni dopo essere stato ammesso al patteggiamento a seguito del’intesa tra il pubblico ministero titolare del fascicolo ed il legale difensore dell’imputato, l’avvocato Luigi Montano. L’uomo beneficia della sospensione della pena.
Questo procedimento nasce da uno stralcio del processo in cui sono imputati Domenico D’Anna e Nicola Ricchiuti, per il quale si è chiusa l’istruttoria dibattimentale. Ricchiuti è l’imprenditore nel settore della vigilanza privata eletto al consiglio comunale di Acerra nel 2012. Secondo l’accusa avrebbe fatto l’assunzione in cambio del suo aiuto elettorale: lo stesso Calzolaio, nel corso della sua deposizione, confermò – pur cadendo in contraddizione – il mancato rinnovo del contratto dopo il voto. Ricchiuti, invece, si è sempre difeso sottolineando, in una dichiarazione spontanea, come l’assunzione non fosse stata confermata per la revoca del porto d’armi. Nell’udienza emersero anche che i contatti tra i due furono portati avanti dalla suocera del Calzolaio.
Lunedì è prevista la richiesta di pene del pubblico ministero Cristina Curatoli e le discussioni di difesa e avvocati di parte civile. Non si esclude che in quella stessa sede il giudice Chiara Bardi possa emettere la sentenza di primo grado. Un’ processo, dunque, che nasce dall’attività d’indagine nata nel corso di una ‘velenosa’ campagna elettorale di cinque anni fa. Il candidato sindaco uscito perdente dal ballottaggio, l’attuale consigliere Antonio Crimaldi, è stato tirato nuovamente in ballo da Ricchiuti proprio durante la sua dichiarazione in aula. Crimaldi, che è parte civile, ha già annunciato attraverso il suo legale di fiducia, l’avvocato Giovanni Carlo Esposito, di voler procedere ad una querela.










