“Dopo la rapina Giardiello ha commentato con una nota che non sembra quella di un politico di sinistra, buonista e politicamente corretto. La dichiarazione alla stampa dell’esponente postcomunista assomiglia a quella di un leghista della prima ora.Peccato che un politico di sinistra debba subire in prima persona reati così odiosi e brutali per poter dire quello che i comuni cittadini denunciano da tempo” il commento alla vicenda oche arriva dal Secolo d’Italia.
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‘Arancia Meccanica’ a casa Giardiello, la moglie sequestrata dai rapinatori
Gang dell’Europa dell’Est, forse zingari, piomba in casa ad Acerra dove la donna era sola: razziati soldi e gioielli. ACERRA – ‘Arancia meccanica’ in un’abitazione del rione Madonnelle, banditi si fanno aprire la cassaforte portandosi via soldi e gioielli. Momenti di terrore per una donna, moglie di un ex parlamentare del Pds, ‘sequestrata’ da un gruppo di malviventi. I fatti: sono da poco trascorse le sette della sera di martedì quando la signora Mimma, coniuge di Michele Giardiello, membro della Camera dei Deputati dal 1994 al 2000 con i Progressisti prima e con i Democratici della Sinistra-L’Ulivo poi, è impegnata nel preparare la cena all’interno del suo villino di via Paganini. A quell’ora è sola in casa e nulla lascia presagire ciò che si sarebbe terribilmente materializzato di lì a poco. Mentre è in cucina, infatti, davanti a suoi occhi si materializzano alcuni uomini incappucciati e vestiti con abiti neri.
Sono almeno quattro, ma forse un altro paio di complici sono rimasti all’esterno con funzioni da ‘palo’. La donna viene minacciata con coltelli e bastoni: l’indicazione è chiara, la gang vuole sapere dove è la cassaforte. Ma soprattutto vuole che vengano consegnate le chiavi. Lei tentenna, i toni si fanno sempre più minacciosi finchè è costretta a cedere: i malviventi razziano contanti e preziosi di famiglia per alcune migliaia di euro. Poi la fuga. La donna ancora sotto choc avvisa i carabinieri ed il marito: sul fatto indagano i militari dell’Arma della locale stazione, diretti dal comandante Vincenzo Vacchiano.
Stando ad una prima ricostruzione dell’episodio i rapinatori sono entrati nella villetta attraverso il garage che conduce direttamente all’interno della dimora dopo aver divelto un pesante cancello automatico. Il gruppo parlava in italiano ma con un accento dell’Europa dell’est: si presume possa trattarsi di una banda che di recente ha seminato il terrore agendo con modalità simili ad Acerra e nei comuni limitrofi. Nel mirino delle forze dell’ordine potrebbero esserci alcuni pregiudicati rumeni, slavi e zingari. La vittima non ha subito per fortuna violenze fisiche. Del raid ha dato notizia lo stesso Giardiello denunciando direttamente con una missiva destinata al Ministero dell’Interno: “È una cosa vergognosa ho fatto presente l’accaduto al Ministero dell’Interno, denunciando la totale mancanza di sicurezza e di controlli sul nostro territorio, dove si assiste a continue rapine a pensionati, furti in casa, scippi. Non ci sentiamo al sicuro”. Acerra già in passato aveva vissuto fati del genere, con semplici cittadini finiti nel mirino dei banditi tra le mura domestiche ed in qualche circostanza addirittura malmenati e feriti.










