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Rapine in serie, condannati ‘Bonnie & Clyde’
Un 36enne di Napoli ed una 32enne di Acerra ritenuti responsabili di sette raid avvenuti a Casoria tra luglio e settembre 2016.
ACERRA – Rapine in serie, condannati ‘Bonnie & Clyde’. E’ quanto ha stabilito il gip del tribunale di Napoli Nord Daniele Grunieri nei confronti di Gianluca Bianco, 36enne napoletano e Caterina Del Prete, 32enne di Acerra. Al termine del processo tenutosi con il rito abbreviato rimediano rispettivamente 6 anni lui (difeso dall’avvocato Rosario Marino) e 4 anni lei, assistita dall’avvocato Elisabetta Montano. Sono stati ritenuti responsabili di sette rapine avvenute a Casoria tra luglio e settembre del 2016.
Il processo celebratosi ad Aversa è un filone di un’inchiesta più ampia che vede i fidanzati imputati a Napoli per altri sei raid che avrebbero commesso nello stesso periodo al Vomero. L’udienza si terrà a marzo. Per la parte napoletana dell’indagine, infatti, i due fidanzati sono accusati di aver messo a segno la notte del 4 settembre scorso ben sei colpi in rapina successione in poco più di due ore. Identiche le tecniche utilizzate: una scusa banale per avvicinarsi alla vittime di turno, quasi sempre dei giovani e la successiva minaccia con un coltello per portare via i soldi, cellulari, oggetti preziosi ed in una circostanza anche un motorino.
Fondamentali per l’esito positivo delle indagini dei carabinieri della stazione Vomero-Arenella la descrizione delle rapine subite e le modalità dell’azione criminosa: era sempre l’uomo a guidare lo scooter per gli spostamenti con la complice che faceva da ‘esca’ intimando alle vittime di non muoversi puntando un coltello. Sarebbe stata lei stessa a ‘perquisire’ le persone per depredarle di soldi e altro. Importanti per gli accertamenti dei militari dell’Arma anche le immagini prese da sistemi di videosorveglianza. Nell’ambito del filone napoletano dell’inchiesta, inoltre, era stata denunciata anche una coppia per favoreggiamento e ricettazione: nel loro garage rinvenuto il motorino provento di rapina.
fonte foto internapoli.it










