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La Regione Campania modifica la legge sulla cannabis medica
La Campania può finalmente brindare alla nascita di una legge per regolamentare l’uso medico della cannabis; questa volta per davvero.
NAPOLI – Era il 29 luglio quando il consiglio regionale campano aveva approvato all’unanimità la nuova normativa in riferimento alla “erogazione di farmaci e preparati galenici a base di cannabinoidi per uso terapeutico”. Una legge di civiltà, così era stata definita la regolamentazione sulla cannabis per finalità mediche che portava la Campania sullo stesso piano di altre 10 regioni italiane che già avevano legiferato al riguardo. Ebbene, non si era fatto in tempo a prendere atto di quel passo in avanti che era arrivata la doccia fredda: il Consiglio dei ministri si era espresso contro l’ approvazione, in quanto aveva ravvisato profili di incostituzionalità nella norma e aveva quindi impugnato la legge.
Ciò che era stato contestato era la modalità di erogazione del farmaco e la tipologia di ricetta utilizzata. Dopo aver appreso queste critiche, il consiglio regionale campano ha dovuto prendersi qualche settimana di tempo per riscrivere alcune parti di quella legge, andando così ad armonizzarla al meglio con i dettami stabiliti dalla Costituzione in materia di tutela della salute. La nuova proposta di legge cambia quindi le tipologie di prescrizioni necessarie per l’utilizzo dei farmaci a base di cannabis. I pazienti che si curano con questo protocollo dovranno presentare una ricetta da rinnovarsi ogni volta, secondo quanto contenuto nel Testo Unico delle sostanze stupefacenti e psicotrope. In sostanza quello che non andava bene non era la legge in sé, ma la sola modalità di erogazione riferita alla compilazione delle ricette. Aspetto che il consiglio regionale ha provveduto a modificare.
Un altro punto critico che è stato tolto dalla legge è quello relativo alla possibilità di “promozione della ricerca e di azioni sperimentali prodromiche alla produzione da parte di soggetti autorizzati”. Aspetto inizialmente inserito nella normativa, e che secondo il Governo non sarebbe in linea con i principi costituzionali.
Il consiglio regionale si è quindi dovuto adeguare alle rimostranze mosse dal governo centrale, andando a riscrivere la norma e rendendo finalmente operativo il meccanismo della cannabis medica all’interno di un territorio, quale quello campano, che attendeva da tempo, e che si era sempre mostrato aperto a cambiamenti di questo tipo.
Fu proprio da queste parti, nel territorio di Acerra per la precisione, che nel 2010 un gruppo di imprenditori volle, con fondi privati, sperimentare le potenzialità della canapa impiegandola per la bonifica di terreni contaminati da rifiuti tossici. E sempre la Campania è teatro, ormai da tempo, dell’appuntamento annuale ‘Canapa in Mostra’, dove si parla proprio della sostanza e dei suoi tanti utilizzi. Compreso quello terapeutico; che ora, dopo una lunga attesa, diventa finalmente operativo.










