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Truffe agli anziani in Costiera, coppia ai domiciliari
Un 61enne di Acerra ed una 39enne di Casalnuovo arrestati dopo aver raggirato due vecchiette ad Atrani facendosi consegnare oltre 5mila euro.
ACERRA – “Tuo figlio ha avuto un incidente, paga o va in carcere”. ’ con questa scusa che due persone si sono fatte consegnare oltre 5mila euro da due anziane in Costiera: vanno ai domiciliari per truffa. E’ quanto risulta dopo la vicenda che ha visto i carabinieri della Compagnia di Amalfi mettere a segno un’operazione in cui sono stati tratti in arresto Luigi Rande, 61enne di Acerra e Angela Piscopo, 39enne di Casarea, frazione di Casalnuovo. In origine c’era anche l’accusa di estorsione caduta dopo l’udienza di convalida che li ha scarcerati.
I fatti hanno inizio mercoledì scorso, quando intorno alle undici di mattina una 74enne di Atrani riceve una telefonata: “Tuo figlio ha investito un pedone, se vuoi che non finisca in cella devi dare 2800 euro a un mio collaboratore: metti i soldi in una busta che passa lui a ritirarli”. Il tono e la circostanza inducono la donna a pagare. Passano pochi minuti che arriva un’altra chiamata, identica la richiesta: “Per chiudere la pratica servono altri 3mila euro”.
E così il fantomatico legale prende un nuovo appuntamento per la consegna del denaro nel parcheggio di un ristorante di Atrani, dove l’anziana, però, incontra per caso un conoscente, un maresciallo dei carabinieri del posto in pensione, al quale spiega il motivo della sua presenza. Di qui la scoperta e la consapevolezza del raggiro con l’ex militare che la riaccompagna a casa. Dalla successiva denuncia in caserma, i militari della stazione di Amalfi visionano le immagini delle telecamere della zona dove si nota una Panda con i due a bordo risultata presa in noleggio fino a metà maggio.
La 74enne, oltretutto, riconosce in Rande l’uomo al quale ha consegnato il contante. Viene predisposta, dunque, un’attenta attività di controllo che culmina nell’arresto della coppia tre giorni dopo. I due ritornano ad Atrani, dove viene presa di mira una 65enne: questa volta la richiesta iniziale per evitare che il figlio vada in carcere è di 1800 euro, alla quale ne segue una seconda dove l’anziana parla con un fantomatico maresciallo dei carabinieri che ne pretende altri 850. Rande prende i soldi e si reca in auto, dove c’è già la Piscopo: nemmeno il tempo si salire sulla Panda che i carabinieri – quelli veri – li bloccano entrambi.
Nel corso dell’udienza di convalida l’uomo ha ammesso le sue responsabilità, spiegando che la donna l’avrebbe solo accompagnato; lei ha negato ogni addebito sostenendo di essere stata coinvolta dall’altro nelle due gite in Costiera per un recupero crediti. Il gip ha accolto le richieste dei loro legali difensori, gli avvocati Nicola Napolitano per il 61enne e Ciro e Giovanni Bianco per la 39enne, derubricando tutta la vicenda in truffa – facendo cadere così l’accusa di estorsione – scarcerandoli e disponendo i domiciliari. Il pm, invece, si era espresso per la custodia in carcere. (REDAZIONE CRONACA)










