Figurini teatrali e camerino virtuale al ‘Suor Orsola Benincasa’ per i 2500 di Napoli: taglio del nastro alla mostra

By on 22 gennaio 2026

NAPOLI – ‘Napoli rivive la grande scena. I figurini teatrali a Napoli per un immaginario della storia della musica lirica italiana patrimonio dell’umanità’: la mostra che si terrà fino al 12 febbraio presso il Polo Museale dell’Università partenopea ‘Suor Orsola Benincasa’, situata al corso Vittorio Emanuele. Iniziativa realizzata in occasione dei 2500 anni del capoluogo campano, in sinergia tra l’Ateneo napoletano ed il Comitato Nazionale Neapolis 2500. Venerdì il taglio del nastro di quella che è in pratica la storia della scena teatrale. Costumi di ispirazione anche mitologica, letteraria, romanzesca, allegorica e fantastica, non solo storica. Il tutto a rappresentare quanto si è potuto ammirare nei Reali Teatri di Napoli soprattutto, ma anche su taluni palchi nazionali ed europei nel periodo ottocentesco. A fare gli onori di casa il Rettore Lucio D’Alessandro, presenti il sindaco di Napoli Gaetano Manfredied il Prefetto Michele Di Bari, nonché presidente del Comitato Nazionale Neapolis 2500. Comitato istituito congiuntamente dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero della Cultura. Obiettivo? Portare in giro per il mondo uno spaccato della grande stagione del melodramma europeo attraverso la cultura partenopea. E messaggi sono giunti infatti dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli; e dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani (nonché Vicepresidente del Consiglio dei Ministri).
“La mostra arricchisce ulteriormente il nutrito e articolato programma di eventi organizzati per le celebrazioni dei 2500 anni dalla fondazione di Napoli, una grande capitale mediterranea che il Governo punta a rendere sempre più protagonista in Europa e nel mondo”, il messaggio fatto recapitare dal Vicepresidente e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani.
“Iniziativa che conferma la crescente consapevolezza del grande ‘capitale’ storico e identitario di Napoli”, gli fa eco il Ministro alla Cultura Alessandro Giuli. “Nel suo originale e ineguagliabile ‘genius loci’, rappresenta non soltanto un modello culturale e simbolico, ma anche una risorsa economica che può e deve costituire un motore di crescita e innovazione, oltre che di progresso sociale e civile, per l’Italia intera”, l’elogio del Ministro al capoluogo campano.
“L’innovativa articolazione della mostra in sezioni che mettono in dialogo arte, musica, moda e spettacolo è frutto dell’impegno del nostro Ateneo, la più antica libera Università italiana, nello sviluppare nuove forme di fruizione, valorizzazione e comunicazione del patrimonio culturale che sappiano fare sistema tra scienze umane e nuove tecnologie”,il pensiero del Rettore Lucio D’Alessandro, orgoglioso nel sottolineare “proprio come insegniamo da anni in alcuni dei nostri percorsi, come il corso di laurea magistrale in Digital Humanities e il dottorato di ricerca in Humanities and Technologies”.
“I figurini teatrali non sono soltanto opere d’arte, bensì tracce vive della creatività napoletana – ha sottolineato il Prefetto Michele Di Bari – che, per secoli, ha contribuito a definire l’immaginario dell’opera italiana nel mondo”. Prefetto che ha evidenziato, poi, che “Come Comitato Nazionale Neapolis 2500, sosteniamo con convinzione questo progetto, perché il patrimonio dell’umanità non è ciò che semplicemente ereditiamo, ma ciò che scegliamo di valorizzare e trasmettere”.“E Napoli, con la sua tradizione lirica, continua a farlo con orgoglio e responsabilità in tutto il mondo”, il pensiero conclusivo del Prefetto. L’ingresso alla mostra – curato dalle storiche dell’arte Francesca De Ruvo e Alessandra Monica Mazzaro, con il coordinamento scientifico di Pierluigi Leone de Castris – è gratuito (info e orari su www.unisob.na.it/eventi). Dopo il 12 febbraio la mostra intraprenderà poi il ‘viaggio’ dagli istituti italiani di cultura di Strasburgo e Praga. Mostra che si suddivide in tre sezioni: figurini originali, riproposizione dei costumi di scena, ed un’esperienza immersiva con un camerino virtuale animato da ologrammi ed altre tecnologie digitali, che accompagnano i visitatori in un viaggio dal bozzetto alla mise en scène. I figurini teatrali della Collezione Pagliara sono stati realizzati nei Reali Teatri di Napoli ed indossate da ‘prime donne’, interpreti e compagnie di ballo e canto delle mises en scène, che hanno avuto tra i compositori Gioacchino Rossini, Giuseppe Verdi e Gaetano Donizetti. Il materiale grafico giunge dalla raccolta di oltre 1280 costumi teatrali appartenuta a Carlo Guillaume, impresario dei Reali Teatri di Napoli nella seconda metà del diciannovesimo secolo La selezione dei figurini ideati da Odette Nicoletti con la collaborazione di Luigi Benedetti, rappresentano la parte centrale della mostra. Il tutto esposto su appositi manichini, con riferimenti a materiali e tecniche utilizzate. Altra zona portante della mostra è il camerino virtuale, che ricrea l’atmosfera del camerino teatrale. Attraverso tecnologie avanzate di realtà virtuale, body tracking, olografia e videoproiezione, il visitatore diventa protagonista attivo di una vera e propria messa in scena digitale. Non resta allora che visitare ed immergersi in questa esperienza unica ed emozionante.

Guido Caiazzo

Centro Servizi Acerra