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E’ doloso il rogo nello scantinato a via Di Vittorio
La polizia apre un fascicolo e sente i condomini: non si esclude che qualcuno appia appiccato il fuoco per un dispetto su chi lasciava le masserizie nel garage, privo di autovetture.
E’ di natura dolosa l’incendio scoppiato giovedì pomeriggio nello scantinato dello stabile ubicato al civico 44 di via Di Vittorio ad Acerra, meglio conosciuto come Palazzo Rosano.
Gli uomini dell’Investigativa del locale commissariato, diretti dal vicequestore Antonio Cristiano e coordinati dal sostituto commissario Alessandro Gallo, hanno aperto un fascicolo – al momento contro ignoti – che proverà a far piena luce su quanto avvenuto.
Le fiamme, infatti, sarebbero partite dalle masserizie stipate nel garage privo di autovetture: il rogo, nello specifico, potrebbe risalire proprio ad uno screzio avvenuto tra i residenti per la ‘liberazione’ degli spazi da quegli oggetti lì ammassati.
Un ‘dispetto’, dunque, che pare ‘confermato’ anche dai rilievi dei tecnici dell’Enel, la cui centralina è andata distrutta dal rogo nonostante fosse stata sistemata in un modo in cui solo un fatto doloso avrebbe potuto danneggiarla.
L’incendio di Palazzo Rosano aveva provocato il fuggi fuggi generale tra gli abitanti dopo che le rampe e gli appartamenti ai primi due piani erano stati invasi da una densa coltre di fumo che aveva reso a tratti l’aria irrespirabile: per questo motivo due gli intossicati, ricorsi alle cure della vicina clinica.
Tanta paura ma per fortuna nessun danno per i 90 inquilini dell’edificio, composto da 28 alloggi e comprato 32 anni fa dal Comune di Napoli per ospitare i terremotati rimasti senza casa.
I vigili del fuoco del distaccamento di Afragola, prontamente giunti sul posto, avevano domato con facilità l’incendio. Nella stessa serata di giovedì i residenti avevano potuto far rientro nelle rispettive abitazioni nonostante l’assenza dell’elettricità.










