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Nuova tegola su Avventurato jr, c’è un’accusa di tentata estorsione
Su mandato dello zio Bruno, oggi pentito, il giovane da minorenne avrebbe minacciato di dare fuoco a due vetture di un autosalone.
ACERRA – Altra tegola su Avventurato jr, arriva un’accusa estorsiva mentre suo zio Bruno, neo collaboratore di giustizia, inizia a vuotare il sacco svelando i retroscena del ‘sistema camorristico locale’. Sono gli ultimi sviluppi della mala acerrana, che vede al centro della scena il gruppo Avventurato. Domenico Avventurato, il 19enne figlio dell’ex boss Giuseppe ucciso davanti casa sua a dicembre del 2019, si è visto notificare in carcere una contestazione di una tentata estorsione con l’aggravante mafiosa datata maggio 2020, quando ovviamente era ancora minorenne. Secondo la Dda il ragazzo avrebbe minacciato il titolare di un autosalone di Acerra di incendiare due auto presenti nella concessionaria con l’obiettivo di impossessarsi dei soldi del ‘pizzo’. Per questa ipotesi di reato, con l’Antimafia che ritiene suo zio Bruno il mandante, è indagato a piede libero: interrogato, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il 19enne, invece, è detenuto per un aggravamento della misura a seguito di un arresto per droga per il quale è stato condannato a 8 mesi con la vicenda riqualificata come fatto di lieve entità. Nonostante la giovane età aveva già riportato una condanna a 4 anni e 3 mesi in Appello per tentato omicidio (reato commesso da minorenne), avendo fatto parte della spedizione punitiva che portò al ferimento a coltellate di Rosario Esposito Soriano a settembre 2021.










