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Tentato omicidio D’Agostino, chiesta la conferma della sentenza di primo grado
E’ accusato di essere l’esecutore materiale: in abbreviato prese oltre 11 anni di reclusione.
ACERRA – Tentato omicidio D’Agostino, chiesta la conferma della sentenza di primo grado.
E’ quanto ha invocato il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Napoli nei confronti di di Giuseppe Picardi, accusato dell’agguato avvenuto a novembre del 2021 nel quale rimase ferito da un colpo d’arma da fuoco alla testa Emanuele D’Agostino, alias ‘o tonn (nella foto). A luglio dell’anno scorso l’uomo fu condannato ad 11 anni e 8 mesi in abbreviato. E’ difeso dall’avvocato Antonio Zobel.
Per questo episodio, inoltre, è imputato in un procedimento separato Salvatore Andretta, ritenuto il mandante o comunque l’istigatore del tentato omicidio. Un raid che sarebbe nato per i contrasti sopraggiunti tra la vittima, legata a Bruno Avventurato, al vertice dell’omonimo gruppo ed un giovane invece vicino agli Andretta, il quale avrebbe spacciato dell’hashish in una zona non di sua pertinenza ed in virtù di questo ‘sgarro’ sarebbe stato affrontato da D’Agostino. Andretta senior, secondo la ricostruzione dell’Antimafia, in risposta avrebbe chiesto agli Avventurato di ‘punire’ il ragazzo.










