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Rapina in casa, finti finanzieri restano in carcere
La coppia di indagati ha ammesso gli addebiti sottolineando di voler perpetrare solo una truffa.
ACERRA – Rapina in casa, la coppia di finti finanzieri resta in carcere. E’ quanto ha stabilito il gip del tribunale di Nola Daniela Critelli nei confronti Luigi Mancinelli, 37enne di Villaricca già sottoposto al regime di semilibertà e Giuseppe Beneventano, 45enne di Melito. Nel corso dell’udienza di convalida la coppia si è avvalsa della facoltà di non rispondere ma nell’ammettere gli addebiti ha reso dichiarazioni spontanee nelle quali ha precisato di essere stata inseguita ed investita con l’auto ed una volta a terra picchiata con calci, pugni ed una mazza da baseball da diverse persone.
I due – difesi dagli avvocati Loredana De Risi e Luigi Poziello – hanno sottolineato pure che l’intenzione era quella di perpetrare una truffa e non una rapina e di non aver usato violenza sulle persone presenti in casa.
Ovviamente una versione di tono opposta rispetto a quella delle vittime del raid, un noto imprenditore del settore ambientale e sua moglie, che venerdì mattina era sola con i tre figli più piccoli. Mezzora di paura, al termine della quale i carabinieri della locale stazione, diretti dal comandante Giovanni Caccavale, erano riusciti a bloccare la coppia, mentre altri due falsi finanzieri erano riusciti a fuggire. Con la scusa di un perquisizione i quattro erano entrati nell’abitazione di via Nuzzo dirigendosi nella tavernetta. Una volta scoperta la cassaforte, avevano legato e picchiato l’imprenditore, nel frattempo rientrato dal lavoro perché insospettito dall’anomalo sistema di accertamento, costringendolo a rivelare la combinazione. L’uomo, però, si era liberato e con l’ausilio dei vicini di casa aveva rincorso e neutralizzato i rapinatori, bloccati definitivamente grazie al repentino intervento dei militari dell’Arma.










