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Lacrime ed ‘emozioni’ per l’addio a Giuseppe
Cerimonia toccante per l’ultimo saluto al 26enne di Acerra morto cinque giorni dpo essere stato investito da un’auto a Pomgliano.
ACERRA – “Le istituzioni politiche dovrebbero proteggere i giovani”. E’ con un’omelia toccante che il Vescovo di Acerra ha dato l’addio a Giuseppe Travaglino, il 26enne acerrano morto cinque giorni dopo essere stato investito a Pomigliano d’Arco dalla vettura guidata da un 19enne che aveva invaso l’altra corsia stufo del traffico della movida.
All’esterno della chiesa del Gesù Redentore palloncini bianchi e centinaia di ragazzi a rendere omaggio a quel ragazzo d’oro sulle note di ‘Emozioni’ di Battisti. Rabbia, dolore e commozione per un tragedia che a detta degli amici “poteva e doveva essere evitata”. “Quella di Giuseppe non è stata una vita spezzata – le parole di monsignor Antonio Di Donna – ma un vita piena, colma, perché nella sua giovane età ha vissuto e poi ha fatto una delle cose che danno più valore alla vita: donarla”. Parole dure – le solite – nei confronti della politica locale che dovrebbe proteggere i giovani.
“Ad Acerra non c’é nulla per i giovani che vanno a passare il loro week end nella vicino Pomigliano”. La tragedia di Giuseppe ha toccato tutta la comunità acerrana: “Ognuno di noi poteva trovarsi al suo posto ed è per questo che la sua morte non deve e non può essere vana – hanno scritto i suoi amici – il dolore lancinante della comunità e della sua famiglia può e deve trasformarsi in un messaggio concreto per salvare altre vite umane. Giuseppe avrebbe voluto così. In punta di piedi e con garbo, ma con piglio deciso. Anzi. Giuseppe farà così. Perché non è andato via: è solo altrove”.










