Antonio Laudando, consigliere comunale di Acerra e capogruppo del Movimento FARE, esprime piena solidarietà all’imprenditrice Maria De Rosa dopo il grave episodio verificatosi presso una delle sue strutture per l’infanzia. Ci sono notizie che, prima ancora di colpirti come rappresentante delle istituzioni, ti feriscono profondamente come uomo, come padre, come amico e come cittadino di questa città. Quanto accaduto oggi, 16 ottobre 2026, alla mia amica Maria De Rosa è una di quelle notizie che lasciano dentro rabbia, amarezza e un senso profondo di ingiustizia.
Maria non è soltanto un’imprenditrice. È una donna, una madre di due bambini, una persona che conosco e stimo, che ha dedicato anni della propria vita alla costruzione di tre realtà educative per l’infanzia nella nostra città. Una donna che ha investito nel futuro di Acerra, creando opportunità di lavoro, accogliendo bambini e offrendo alle famiglie servizi fondamentali. E oggi quella stessa donna si trova a fare i conti con la paura, dopo il ritrovamento, secondo quanto riferito, dei segni di sette colpi di pistola presso una delle sue strutture. Sette colpi che rappresentano un fatto di estrema gravità, sul quale auspico che la magistratura e le forze dell’ordine possano fare piena luce, accertando rapidamente responsabilità e movente. Ma c’è qualcosa che rende questa vicenda ancora più dolorosa. Maria, nell’agosto del 2025, ha avuto il coraggio di denunciare un tentativo di estorsione. Ha scelto di affidarsi alla giustizia, di collaborare con le istituzioni, di non piegarsi davanti a chi avrebbe voluto imporle la legge della paura. Ha fatto esattamente quello che lo Stato chiede ai cittadini onesti di fare: denunciare, fidarsi della giustizia, non voltarsi dall’altra parte. Ed è proprio per questo che oggi sento il dovere morale, prima ancora che istituzionale, di far sentire con forza la mia voce. Non possiamo chiedere ai cittadini di denunciare la criminalità e poi permettere che si sentano abbandonati nel momento in cui hanno maggiormente bisogno di essere protetti. Chi denuncia deve sapere che non sarà lasciato solo. Chi sceglie la legalità deve poter continuare a lavorare, crescere i propri figli e vivere serenamente. Chi trova il coraggio di opporsi alla prepotenza non può essere costretto a pagare quel coraggio con la paura quotidiana. Oggi penso a Maria, ma soprattutto penso alla madre che è in lei. Penso a cosa significhi tornare a casa, guardare negli occhi i propri bambini e dover nascondere la paura per non trasmetterla a loro. Penso ai sacrifici di una vita, alle responsabilità verso i dipendenti, alle famiglie che ogni giorno affidano i propri figli alle sue strutture. Nessuna madre dovrebbe vivere con il timore che il proprio coraggio possa mettere in pericolo la serenità dei suoi bambini. Nessuna imprenditrice dovrebbe sentirsi costretta a scegliere tra la propria sicurezza e il diritto di lavorare onestamente. Come consigliere comunale di Acerra e capogruppo del Movimento FARE, rivolgo un appello fermo alle istituzioni competenti, alla Prefettura, alla Questura e a tutte le autorità preposte alla sicurezza del territorio affinché venga riservata la massima attenzione a questa vicenda e siano valutate tempestivamente tutte le misure di tutela necessarie. Mi attiverò personalmente, nell’ambito delle mie prerogative istituzionali, affinché questa richiesta di sicurezza e protezione non rimanga inascoltata. Ma voglio rivolgere un appello anche alla nostra comunità. Acerra non può essere una città nella quale chi lavora onestamente debba avere paura, mentre chi ricorre alla violenza pretende di imporre il silenzio.
Non possiamo abituarci alle intimidazioni. Non possiamo considerare normale che un imprenditore debba temere per la propria attività. Non possiamo lasciare che la paura diventi parte della quotidianità dei nostri figli. La sicurezza e la legalità non devono essere soltanto parole pronunciate nelle occasioni pubbliche. Devono diventare una responsabilità condivisa e un impegno concreto, quotidiano, di tutte le istituzioni. Perché la criminalità non si combatte soltanto attraverso l’azione, indispensabile, delle forze dell’ordine e della magistratura. Si contrasta anche costruendo una comunità che non isoli chi denuncia, che non volti lo sguardo e che sappia stare accanto a chi sceglie la strada più difficile, quella della legalità. Oggi non basta dire a Maria di essere coraggiosa. Maria il suo coraggio lo ha già dimostrato. Oggi siamo noi, come istituzioni e come comunità, a dover dimostrare di essere all’altezza di quel coraggio. E a te, cara Maria, voglio rivolgere un pensiero personale. So quanto ami la tua famiglia. So quanto hai lavorato per costruire le tue attività. So quanto sia importante per te tutto ciò che hai realizzato.
Non ti chiederò di non avere paura, perché sarebbe ingiusto pretendere da una madre di non provarne davanti a fatti così gravi. Ti auguro, invece, di ritrovare presto quella serenità che oggi è stata profondamente scossa. Ti auguro di poter tornare nelle tue scuole, di vedere i bambini giocare, di continuare a costruire il futuro che hai immaginato per te, per i tuoi figli e per la nostra città. E voglio dirti una cosa, non soltanto da consigliere comunale, ma soprattutto da amico: non sei sola. Non resterò in silenzio davanti a quanto è accaduto. Acerra ha bisogno di donne come te. Ha bisogno di imprenditori che investono, di persone che credono nella propria terra, di cittadini che non rinunciano alla propria dignità. La risposta a quei sette colpi non può essere il silenzio. Deve essere la presenza delle istituzioni, la solidarietà della comunità e la forza della giustizia. Perché chi denuncia non deve diventare un eroe lasciato solo, ma deve poter rimanere semplicemente ciò che era prima: una donna libera, una madre serena, un’imprenditrice rispettata. Maria ha scelto lo Stato. Adesso lo Stato deve dimostrarle, concretamente, di essere al suo fianco.
ACERRA (Guido Caiazzo) - Blitz dei carabinieri: droga e pistola in ‘cameretta’, 22enne arrestato. E’…
“Ho paura, ma non abbasserò la testa”. Lo sottolinea con decisione Maria De Rosa, l’imprenditrice…
“Un atto intollerabile che ferisce l’intera comunità”. E’ quando si legge in una nota a…
ACERRA (Guido Caiazzo) - Alcuni colpi d'arma da fuoco sono stati esplosi nella notte contro…
ACERRA – «Desidero rivolgere i miei più sentiti auguri di buon lavoro alla compagna Rossella…
NAPOLI (guca) - Migliaia di euro, le erano banconote perfette. I carabinieri arrestano un 51enne.…