Il 42enne colpito da ordinanza cautelare nell’ambito di un blitz contro lo spaccio a Caivano.
ACERRA/CAIVANO – Nell’ambito di attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica, la Squadra Mobile di Napoli, con l’ausilio del Commissariato di PS “Afragola”, diretto dal vicequestore Manuela Marafioti, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 12 persone delle quali 11 sottoposte alla misura della custodia in carcere, 1 a quella degli arresti domiciliari. Sono accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione a fine di spaccio di droga, oltre che di estorsione e tentata estorsione nonché porto in luogo pubblico di arma con matricola abrasa e esplosione di colpi d’arma da fuoco al fine di incutere pubblico timore e attentare alla sicurezza pubblica, delitti questi ultimi aggravati dal metodo mafioso. In carcere finiscono Lucio Cozzuto, Teresa D’Angelo, Domenico Di Micco, Luca Fischetti, Daniele Miele, Francesco Pezzella, Giuseppe Piccolo, Salvatore Russo, Carmine Squaglione junior Natalia Terleska e Giusi Vivace. Ai domiciliari, invece, Giulio Marsicano. Sono di Caivano, Acerra, Sant’Arpino e Macerata Campana.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva. In particolare, dalle indagini sarebbe emersa l’operatività in Caivano di un gruppo organizzato dedito allo spaccio di stupefacenti di vario genere, che si sarebbe realizzato mediante molteplici episodi di cessione di droga. Sarebbe, altresì, emerso un tentativo di attività estorsiva in danno di un imprenditore edile titolare di un appalto stipulato con il comune di Acerra. Per questa ipotesi di reato è stata respinta la richiesta di arresto per un 65enne di Acerra, ritenuto al vertice di un noto sodalizio criminale della città. I fatti relativi a questa contestazione risalgono a maggio del 2020: secondo l’accusa Giuseppe Piccolo, 42enne di Acerra ma domiciliato a Caivano, si sarebbe recato sul cantiere di via De Rosa ad Acerra dove una ditta di Francolise (nel Casertano) era impegnata nei lavori di rifacimento dei marciapiedi di via Clanio, un appalto da 360mila euro. L’uomo, dopo essersi presentato presso il cantiere per ben due volte, vi ritornava una terza volta pretendendo dal titolare di seguirlo. In quei frangenti, però, interveniva una Volante della Polizia di Stato del locale commissariato che provocava la fuga del 42enne in scooter. Il motorino veniva rinvenuto poco dopo con il presunto esattore che nascosto in un portone del centro storico di Acerra richiedeva aiuto al suo ‘compare’ del luogo nel tentativo di sottrarsi alla cattura delle forze dell’ordine.
Guido Caiazzo
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