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Nola, voto di scambio alle elezioni del 2022: a processo 10 persone
By Admin-2014 on 2 aprile 2026
Voto di scambio alle elezioni del 2022 a Nola, l’indagine coinvolge dieci persone. I Carabinieri della Compagnia di Nola, infatti, hanno provveduto alla notifica del Decreto di Citazione Diretta a Giudizio, su richiesta della Procura della Repubblica di Nola (pm Caporale e Caiazzo) nei confronti di 10 persone imputate di aver offerto a Nola nel mese di giugno del 2022 denaro per procacciare voti in favore di candidati poi risultati eletti ed anche per aver ricevuto soldi in cambio del proprio voto. Il provvedimento riguarda Giuseppe Venuso, Madalina Vasilica Cirimpei, Roberto De Luca, Gaetano Galeota, Aniello Galeota, Romina Elena Bevilacqua, Domenico Montanile, Maria Romano, Felice Raiola e Giovanni Di Meo.
L’indagine dell’Arma coordinata dalla Procura della Repubblica è stata svolta nell’ambito di un procedimento penale sorto a seguito di una denuncia – querela presentata da due cittadini ed attinente alla compravendita di voti messa in atto in occasione delle ultime consultazioni elettorali amministrative nella città di Nola. Assumono rilevanza le dichiarazioni di alcune persone che avrebbero ricevuto denaro in cambio del proprio voto ed anche promesse di future agevolazioni che – di fatto – non si sarebbero concretizzate ingenerando malumore e inducendole a denunciare i fatti alle forze dell’ordine. L’attività investigativa, corroborata dalle escussioni di testi, ha consentito di documentare come le somme di danaro offerte in cambio di un voto elettorale si aggiravano dai 60 ai 150 euro. Per quanto concerne i procacciatori di voti, questi ultimi avrebbero percepito una somma di euro 2.000 per ogni 100 persone “reclutate” con l’aggiunta, sia di un premio extra di euro 1.000 per la positiva conclusione delle consultazioni, sia di altri favori quali un posto di lavoro o un intervento teso ad evitare lo sfratto esecutivo di abitazione occupata sine titulo.
È doveroso sottolineare che il procedimento pende in giudizio di primo grado e che, potranno essere esperiti nel rispetto del principio del contraddittorio, tutti i rimedi processuali previsti dal codice di rito, dovendo peraltro gli imputati essere considerati innocenti fino al terzo grado di giudizio.










