ACERRA – Prevenzione ed informazione per tutelare i ragazzi dai pericoli del web. E’ l’obiettivo che si prefigge l’amministrazione comunale di Acerra sostenendo la rete tra istituzioni, scuola e famiglie. Se ne è discusso nel corso di un incontro promosso in particolare dall’assessore alla Formazione Milena Tanzillo in collaborazione con l’Associazione Meter che si è tenuto nella Scuola Caporale sui temi della pedopornografia e della pedocriminalità, con la partecipazione, tra gli altri, di Rosaria D’Anna, referente locale di Meter.
“Garantire i minori rappresenta una priorità assoluta – ha sottolineato il sindaco Tito d’Errico – iniziative come questa rafforzano il ruolo della prevenzione e della formazione”.
In questa direzione va anche il protocollo d’intesa stipulato tra il Comune di Acerra e l’Associazione Meter, che ha visto la partecipazione in collegamento con don Fortunato Di Noto. “Un impegno concreto e continuativo – aggiunge il sindaco – non un atto formale, ma una scelta di responsabilità per esserci, prevenire e accompagnare le famiglie in un percorso di consapevolezza. Proteggere i minori significa ascoltare, informare ed educare, perché solo insieme possiamo difendere ciò che abbiamo di più prezioso, i nostri ragazzi”.
“La scuola è il luogo privilegiato in cui avviare un dialogo serio e consapevole su temi complessi come la pedocriminalità, perché è qui che si costruiscono gli strumenti critici per leggere la realtà – l’analisi del’Assessore alla Formazione Milena Tanzillo – ringrazio la Dirigente Scolastica Rosa Esca e l’Associazione Meter per aver condiviso un percorso che mette al centro la cultura della formazione È fondamentale che istituzioni, famiglie e mondo educativo agiscano in modo coordinato, superando l’idea che la tutela dei minori sia una responsabilità individuale. Solo attraverso una rete attiva e competente possiamo creare ambienti sicuri e offrire ai nostri ragazzi la possibilità di crescere protetti, informati e liberi”.
Nel corso dell’evento è intervenuto Carlo Di Noto, direttore dell’Associazione Meter, che ha spiegato come “la pedocriminalità si nutra spesso del silenzio e della disinformazione. Informare gli adulti, educare alla consapevolezza digitale e rompere l’indifferenza è oggi una responsabilità imprescindibile per proteggere i minori e restituire loro dignità e sicurezza”. Meter richiama inoltre l’attenzione sul ruolo dei social media, sottolineando come le famiglie non possano esporre i minori online per fini di visibilità o monetizzazione: quegli spazi, infatti, non sono neutri e, anche tra i commenti apparentemente innocui, possono celarsi soggetti pedocriminali che osservano, raccolgono informazioni e alimentano dinamiche di sfruttamento.
COMUNICATO STAMPA
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