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Bonifiche e sicurezza, ecco la realtà dei fatti
Quando non si governa un territorio da anni si prova sempre ad autolodarsi con la paternità (o maternità, a seconda di chi si imbroda) di alcuni interventi a tutela della città. Il tema ambientale, particolarmente sentito nell’agro acerrano, rientra tra questi e di recente si sta assistendo al teatrino del ‘quanto siamo bravi e quanto siamo belli’ ad opera di personaggi che vogliono costruirsi senza alcun merito reale la prossima campagna elettorale. L’intervento di bonifica a Calabricito è il terreno sul quale alcuni partiti o aspiranti sindaci vogliono partire per una campagna mediatica – in realtà piena di bugie e meriti non propri – basata su fake e imprecisioni strumentali che la stampa ha il bisogno di chiarire e smascherare.
La caratterizzazione previa rimozione dei rifiuti dalla discarica di Calabricito fa parte dell’Accordo Operativo del 2009 tra il Ministero dell’Ambiente, il Comune di Acerra, la Regione Campania e l’allora Commissario per l’emergenza rifiuti (al quale è subentrata la Regione Campania alla cessazione dello stato di emergenza) in cui rientra l’intervento di bonifica compreso di tutte le attività connesse, compresa la messa in sicurezza, con i costi oggi a carico della Regione. Un complesso iter amministrativo seguito in ogni suo passaggio dall’ex dirigente comunale all’Ambiente e Segretario Generale Maria Piscopo e dal sindaco dell’epoca Raffaele Lettieri e portato a conclusione dagli uffici del Comune di Acerra con l’amministrazione comunale di oggi guidata dal sindaco Tito d’Errico. Questi i fatti, inequivocabili e non soggetti ad alcuna interpretazione. Un lavoro che è merito dell’apparato tecnico e politico del Comune di Acerra – e nessun altro – che ha saputo intercettare i fondi (oltre 2 milioni di euro) necessari all’esecuzione del programma di risanamento della discarica abusiva in un’area che si estende per circa 25mila metri quadri. La gara è partita nel 2024 ed il contratto è stato firmato ad aprile 2025 con le opere iniziate poi a settembre. Chi parla prendendosi il merito di questa attività di bonifica mente sapendo di mentire. Ed è bene che la città lo sappia una volta e per tutte.
Altro tema sentito, oltre al Natale, è quello della sicurezza. Chi si candida a diventare istituzione ha il dovere di comunicare con responsabilità, partendo dalle analisi dei dati sui fenomeni criminali e degli episodi predatori. Parlare solo per accusare le controparti politiche ai fini personali ed utilitaristici di partito è meschino e vergognoso. Napoli e provincia è in fondo (104ma) alla classifica per la qualità della vita del Sole 24 Ore e in alto, 13ma (su 107 province in totali) per quel che concerne giustizia e sicurezza. I dati sulla sicurezza, tuttavia, secondo le comunicazioni ufficiali della Prefettura di Napoli, stanno migliorando: i reati sono in calo e l’unico criterio attendibile per certificarlo sono le denunce. Acerra, in questo senso, sta molto meglio rispetto a diversi comuni limitrofi. Il che non significa che non avvengono furti e rapine. Sul versante della criminalità organizzata, poi, di recente il pm anticamorra Giuseppe Visone ha pubblicamente dichiarato che “un senso di libertà che pervade le realtà produttive del territorio porta Acerra a vivere una nuova rinascita”. Chi ha il compito istituzionale e ha velleità di governo, pertanto, ha il dovere di documentarsi presso gli uffici preposti. Altrimenti si resta solo nel campo delle supposizioni buone solo per la sterile propaganda populista e per qualche like in più. La verità, per fortuna, è tutt’altro.
Guido Caiazzo










