Caos nel rione ‘a for a porta, scarcerati il fratello del fuggitivo e la moglie del boss. E’ quanto ha stabilito il gip del tribunale di Nola Teresa Valentino nei confronti di Anna Buonadonna, moglie di Vincenzo Di Buono ‘o marcianisiell, ritenuto a capo dell’omonimo clan ed oggi detenuto all’ergastolo, e di Daniel Murra, 33enne di origini albanesi, accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
A conclusione dell’udienza di convalida il giudice ha disposto i domiciliari per entrambi, con il pubblico ministero invece che si era espresso per la custodia in carcere. Accolte, nello specifico, le richieste del collegio difensivo, con la 67enne difesa dagli avvocati Rosa Montesarchio e Giuseppe Ricciulli e l’uomo assistito dall’avvocato Fabio Della Corte. I fatti oggetto di questo procedimento risalgono a mercoledì scorso, quando la polizia stava effettuando un controllo in un portone del corso Vittorio Emanuele in quanto aveva appreso che lì fosse presente Ervis Murra, un 36enne albanese ricercato dal 2023 poiché destinatario di un ordine di carcerazione a seguito di condanna definitiva a oltre 7 anni di reclusione per rapina. Una volta riconosciuto il ricercato, gli agenti del locale commissariato e della Squadra Mobile di Napoli gli intimavano l’alt, ma l’uomo provava a scappare iniziando una colluttazione con le forze dell’ordine. Volavano calcio e pugni, con l’intervento del fratello e della donna (e di altri soggetti non ancora identificati) che – stando all’ipotesi accusatoria – avrebbero prima insultato i poliziotti per poi aggredirli, incitando pure le persone lì presenti a fare la stessa cosa. In questo parapiglia il 36enne riusciva a far perdere le sue tracce. Durante la rissa, l’uomo perdeva anche una scarpa e qualcuno degli aggressori avrebbe anche provato a sottrarre l’arma di servizio ad un ispettore in forza alla Polstato di Acerra, per fortuna senza riuscirvi. Desta sgomento il fatto che nessuno dei presenti alla ‘rissa’ avrebbe accolto l’appello degli agenti, in evidente inferiorità numerica ed intenti a difendersi da un’orda inferocita, ad allertare i rinforzi. Tre poliziotti sono dovuti ricorrere al pronto soccorso per le ferite riportate: per loro prognosi rispettivamente di tre, cinque e sette giorni.
da Cronache di Napoli
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