Il sequestro di beni effettuato a carico degli imprenditori Pellini rappresenta un fondamentale elemento di supporto per le ragioni della città di Acerra in concomitanza con la procedura di ristoro avviata dal Ministero su istanza partita dall’amministrazione comunale e per la quale l’ente ha già chiesto un intervento diretto”.
E’ quanto ha sottolineato il sindaco di Acerra Tito d’Errico dopo il provvedimento della Procura di Napoli che ha posto sotto chiave circa 200 milioni di euro di beni dei tre fratelli Pellini, imprenditori tra l’altro anche del settore rifiuti. “Attendiamo fiduciosi gli sviluppi di questa nuova vicenda giudiziaria che seguiremo con attenzione – ha aggiunto il primo cittadino di Acerra – con l’obiettivo di garantire al territorio il risarcimento per il danno ambientale accertato con sentenza definitiva”.
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