Cronaca e Attualità

Omicidio Tortora, chiesta la condanna per i fiancheggiatori

Le richieste della Dda nel corso del processo in corso davanti alla Prima Sezione della Corte d’assise. Imputati in quattro.

ACERRA – Omicidio Tortora, chieste quattro condanne. E’ quanto ha invocato la Dda partenopea – pm Giuseppe Visone – nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti i fiancheggiatori del delitto avvenuto ad Acerra a maggio del 2020. Per Andrea Aloia richiesti 28 anni (è reo confesso), Antonio Annunziata, di Miano, 21 anni, Vincenzo Bastelli, di sangiovanniello, 16 anni (con l’attenuante della minore partecipazione al fatto, è reo confesso,) mentre per il collaboratore di giustizia Gennaro Pacilio 13 anni. Il processo è in corso davanti alla Prima Sezione della Corte d’Assise di Napoli. Si tratta di uno dei diversi filoni di questo omicidio che ha già visto le condanne degli esecutori materiali e dei presunti mandanti ed organizzatori, tra i quali il boss neo pentito Bruno Avventurato.

Nella prossima udienza si concluderanno le discussioni della difesa e non è da escludere che possa essere emessa la sentenza di primo grado. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio Zobel, Raffaele Chiummariello, Gennaro Marano e Paolo Gallina. I fatti oggetto di questo procedimento riguardano il delitto di Pasquale Tortora, alias ‘o stagnaro (nella foto), ucciso quattro anni fa nel cortile della sua abitazione di via Calzolaio ad Acerra. Stando all’inchiesta il gruppo avrebbe preso parte alle fasi organizzative del raid, in particolare curando l’approvvigionamento e la preparazione delle armi e dei telefoni cellulari utilizzati durante l’agguato. Per gli inquirenti Annunziata e Bastelli, su ordine di Cosimo Nicolì, si sarebbero occupati del sostentamento economico dei due killer fino al loro arresto, mentre Pacilio, oltre a fornire l’arma del delitto, avrebbe partecipato alle fasi del sopralluogo antecedenti all’omicidio.  L’omicidio sarebbe nato in maniera particolare: una ‘offerta’ di Mino agli Avventurato di vendicare la morte del fratello Giuseppe, ucciso ad Acerra a dicembre 2019, nell’ambito dei contrasti all’interno della mala locale.

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