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Omicidio Natale, Bruno Avventurato respinge le accuse: “Non ho voluto farmi coinvolgere”
Per l’ex ras della mala acerrana questo delitto, ha spiegato al gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia “non appartiene alla logica di come intendo io la camorra”.
ACERRA – “Questo è un omicidio che non appartiene alla logica di camorra”. È quanto Bruno Avventurato, ras della mala acerrana, ha spiegato al gip Anna Imparato nel corso dell’interrogatorio di garanzia per l’omicidio di Antonio Natale.
Il 48enne ha chiarito di non aver partecipato al delitto, sottolineando che suo fratello Giancarlo (oggi collaboratore di giustizia) e Gennaro Pacilio gli avevano proposto il coinvolgimento nell’omicidio ma “io ho ritenuto opportuno non farmi coinvolgere”. “Nei miei ‘principi’, seppur sbagliati – ha riferito al giudice l’indagato, difeso dall’avvocato Domenico Paolella – non si uccide un ragazzo di 20 anni per questioni di droga”. Bruno Avventurato ha svelato anche come è venuto a sapere dell’uccisione di Natale. “Quando la sera del mio compleanno mio fratello è venuto alla festa insieme ad alcuni amici e li sono stato informato del delitto. Io li ho cacciato fuori, ribadendo che non ne avrei voluto saperne nulla”. L’altro indagato, Emanuele D’Agostino, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere. È difeso dall’avvocato Ciro Bianco.
Natale sarebbe stato ucciso per aver sottratto un borsone di armi e droga. Il cadavere rinvenuto il 18 ottobre del 2021 dopo due settimane dall’omicidio in un fondo agricolo tra Caivano ed Acerra. Insieme a Bruno Avventurato e a D’Agostino è stato raggiunto dall’ordinanza cautelare anche Gennaro Pacilio ‘o biondo, divenuto collaboratore di giustizia come Giancarlo Avventurato, fratello di Bruno. Lo scorso aprile venne già arrestato Domenico Bervicato, il caivanese ritenuto il mandante del delitto.
(EL.EM)










