Confermata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per quattro e ai domiciliari per tre.
ACERRA – Mala acerrana tra usura, pompe funebri e droga: regge l’impianto accusatorio. E’ quanto ha stabilito il tribunale del Riesame nei confronti di sette persone accusate a vario titolo di usura, estorsione (reati contestati con l’aggravante mafiosa), spaccio e intestazione fittizia di beni.
Ordinanza di custodia cautelare in carcere confermata per Diego Andretta, 49enne fratello del boss Salvatore, Vincenzo Capone, alias Enzuccio ‘o toro, di 51 anni, Jani Behar, 46enne albanese e Pasquale Balascio, di 35 anni. Domiciliari, invece, per Carmine Pacilio, 64enne storico imprenditore nel settore delle onoranze funebri, suo fratello Salvatore Giordano e per Antonio Riemma, di 76 anni.
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati composto dagli avvocati Domenico Buonincontro, Claudio Castaldo, Elisabetta Montano, Francesco Picca, Domenico Paolella, Salvatore Pettirossi, Giuseppe Ricciulli e Saverio Senese.
da Cronache di Napoli del 22/11/2023
Incidente stradale ad Acerra dove un autoarticolato adibito al trasporto di Gpl si è ribaltato…
Truffe agli anziani, dal finto nipote alla “truffa della rapina”, ecco come riconoscere i raggiri.…
Ricevere l’incarico di componente della Segreteria Regionale di Progetto Civico Italia, con delega alla Mobilità…
Contrasto alle polveri sottili, ad agosto e settembre arrivano le domeniche ecologiche: ecco la maxi…
Valorizzare il ruolo strategico della Casa di Cura Clinica Villa dei Fiori di Acerra nella…
Mare Group, azienda di ingegneria ad alta tecnologia quotata su Euronext Growth Milan e attiva…