La notizia riportata dal quotidiano Cronache di Napoli. Tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso l’accusa, è ritenuto vicino agli Avventurato.
ACERRA – Pizzo al bar della clinica, arrestato. E’ quanto emerso a conclusione di una brillante indagine portata avanti dai carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal maggiore Pietro Barrel e coordinata dalla Dda partenopea, che hanno bloccato Salvatore D’Anza, 26enne di Acerra.
I militari l’hanno rintracciato intorno alle 23,30 di lunedì a Pomigliano d’Arco dove hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli Carlo Sarno per tentata estorsione con l’aggravante mafiosa. Stando alle contestazioni dell’Antimafia il giovane, meglio conosciuto come ‘stoppani’, avrebbe preteso a fine settembre 5mila euro dal titolare del bar ubicato all’interno della clinica Villa dei Fiori di Acerra. Il 26enne avrebbe contattato l’imprenditore, l’ex consigliere comunale Domenico Tardi, volto noto della politica acerrana e da tutti conosciuto come mimmotto, chiedendogli 5mila “per i carcerati” e facendo il nome del capoclan Avventurato. In una seconda circostanza, poi, l’indagato avrebbe minacciato anche i due figli del commerciante: “Avete sbagliato con la mia famiglia – le presunte parole intimidatorie proferite – domani dì a tuo padre di scendermi 5mila euro altrimenti vi sparo in faccia”. In quella occasione avrebbe anche fatto il gesto di esibire una pistola. Un’estorsione non portata a termine grazie al coraggio dell’imprenditore di Acerra che ha denunciato tutto alle forze dell’ordine.
Nel corso delle operazioni di arresto relativo al provvedimento della Dda, inoltre, i carabinieri nel perquisirlo gli hanno trovato addosso una pistola scenica semiautomatica senza marca né matricola, recante la scritta 92 Italy, probabilmente una replica di una Beretta. L’arma in questione, con matricola abrasa e relativo munizionamento, era modificata per le cartucce con calibro corto. Tale scoperta gli è valsa le ulteriori contestazioni di detenzione e porto di arma clandestina e ricettazione. Per queste due ipotesi di reato affronterà l’udienza di convalida a Nola, mentre per l’ordinanza di Napoli è in attesa che venga fissato l’interrogatorio di garanzia. Di ‘stoppani’ hanno parlato di recente i collaboratori di giustizia, Giancarlo Avventurato e Gennaro Pacilio, confermando la sua vicinanza proprio al clan Avventurato. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare dove l’indagato è da ritenersi innocente fino a condanna passata in giudicato.
da Cronache di Napoli del 18/10/2023
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