Cronaca e Attualità

Tentata estorsione al cantiere dell’ex La Doria, tre condanne

Sono stati processati con l’abbreviato: pene inferiori rispetto alle richieste della Procura Antimafia.

ACERRA – “Ma ‘o mast dove sta ? Non sa che deve venire dai compagni di Acerra ?”, tre condanne. E’ quanto ha stabilito il gip del tribunale di Napoli Ambra Cerabona nei confronti di altrettante persone accusate di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Al termine del processo celebrato con il rito abbreviato Gennaro Tedesco, 58enne di Acerra meglio conosciuto come ‘francuccio ‘o pintonio’ e Vincenzo Carofaro, 57enne di Acerra alias ‘o diretto, entrambi di Acerra, rimediano 4 anni e 4 mesi a testa, mentre Massimiliano Volpicelli, 36enne di Caivano, prende 3 anni e 8 mesi. Si tratta di pene decisamente inferiori rispetto alle richieste della Dda – pm Giuseppe Visone – che si era espressa per 6 anni e 6 mesi ciascuno per i due acerrani e 5 anni e 4 mesi per l’altro. Accolte, nello specifico, le argomentazioni prodotte in giudizio dal collegio difensivo, composto dagli avvocati Domenico Paolella, Sabato Graziano e Rocco Maria Spina.

Il terzetto venne colpito a dicembre da un’ordinanza cautelare emessa a conclusione di un’indagine coordinata della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea e portata avanti dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, diretti dal maggiore Andrea Coratza e dai colleghi della stazione di Acerra, guidati dal comandante Giovanni Caccavale.

I fatti oggetto di questo procedimento risalgono a novembre 2022, quando tre persone a bordo di una Renault Captur si sarebbero presentate in un cantiere edile di via de’ Normanni ad Acerra dove una ditta con sede legale a Frattaminore ed una secondaria in Toscana era impegnata nei lavori di ristrutturazione dell’immobile che una volta ospitava l’azienda agroalimentare ‘Doria’. Uno dei tre uomini avrebbe avvicinato un dipendente con tono perentorio: “Dici al tuo capo che si presenti agli amici di Acerra – le presunte parole proferite – già siamo passati dieci volte senza trovare nessuno”. Il giorno dopo questa visita, però, il titolare dell’impresa si era presentato in caserma per denunciare il tutto. I militari dell’Arma, così, avevano fatto partire subìto un’attività investigativa condotta anche attraverso una puntuale analisi del sistema di videosorveglianza del Comune di Acerra, con le telecamere che avrebbero immortalato il tragitto dell’auto con a bordo il terzetto.

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