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Tentato omicidio D’Agostino, cade l’accusa per Andretta jr
La decisione del Riesame per quel che concerne la contestazione dell’agguato di novembre 2021. Provvedimento confermato per il padre,
ACERRA – Mala acerrana, per Andretta jr cade l’accusa di tentato omicidio. E’ quanto ha stabilito il tribunale del Riesame nei confronti di Andrea Andretta, indagato insieme al padre Salvatore per essere stati i mandanti dell’agguato in cui venne ferito Emanuele D’Agostino. Accolte, nello specifico, le argomentazioni giuridiche contenute nell’istanza presentata dai suoi legali di fiducia, gli avvocati Domenico Buonincontro e Domenico Paolella. Per questa ipotesi di reato, dunque, annullata l’ordinanza di custodia cautelare emessa il mese scorso e formale scarcerazione.
Per Salvatore Andretta, il 59enne considerato il ‘Papa’ della criminalità locale, il provvedimento è stato confermato in toto: oltre che del tentato omicidio di ‘o tonn e di armi è accusato anche di tre episodi estorsivi, di cui due tentati e uno consumato. Per il 37enne, invece, resta in piedi solo la contestazione di armi.
Il raid contro Emanuele D’Agostino avvenne a novembre del 2021 tra corso Italia e via Gioberti. Per questo episodio Giuseppe Picardi è stato condannato lo scorso luglio ad 11 anni e 8 mesi in abbreviato, con l’Appello iniziato pochi giorni fa. Un agguato nato per i contrasti sopraggiunti tra la vittima, legata a Bruno Avventurato, al vertice dell’omonimo gruppo ed un giovane invece vicino agli Andretta, il quale avrebbe spacciato dell’hashish in una zona non di sua pertinenza ed in virtù di questo ‘sgarro’ sarebbe stato ‘affrontato’ in maniera decisa da D’Agostino. Secondo la ricostruzione dell’Antimafia padre e figlio avrebbero chiesto agli Avventurato di ‘punire’ il ragazzo. Ma per il Riesame Andretta jr è considerato estraneo a questo episodio.










