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I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito un fermo nei suoi confronti e del figlio.
ACERRA – Un’egemonia ed un riconoscimento criminale talmente elevato da rendere obbligatorio l’”omaggio” da parte della processione della “Madonna dell’Arco”: è quanto ipotizzano i carabinieri che hanno eseguito un fermo nei confronti di padre e figlio.
I militari del’Arma del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, diretti dal maggiore Andrea Coratza e coordinati dal Tenente Colonnello Nicola Di Tullio, hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli a carico Salvatore Andretta e suo figlio Andrea, rispettivamente di 60 e 37 anni, entrambi residenti ad Acerra. Sono accusati, a vario titolo, di tentato omicidio, estorsione continuata e detenzione illegale di armi, tutti reati contestati con l’aggravante della finalità e modalità mafiosa.
Nello specifico, l’attività investigativa condotta dai carabinieri attraverso un diffuso impiego di intercettazioni telefoniche ed ambientali nonché di metodi tradizionali quali telecamere attive h24 e servizi di osservazione e riscontro, avrebbe permesso di documentare la piena operatività del sodalizio criminale operante ad Acerra del quale Salvatore Andretta è ritenuto esponente di vertice. In particolare, gli Andretta sono considerati i mandanti o comunque gli istigatori (l’esecutore materiale, Giuseppe Picardi, era stato arrestato il 1 febbraio 2022 e condannato lo scorso luglio a 11 anni e 8 mesi in primo grado del tentato omicidio di Emanuele D’Agostino, avvenuto ad Acerra a novembre del 2021) a causa – secondo gli inquirenti – di un contrasto dovuto al controllo del territorio legato allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Nella circostanza, gli Andretta, insieme ai fratelli Avventurato, Bruno e Giancarlo, avrebbero dato luogo ad una ‘stesa’ effettuata per le vie di Acerra, a bordo di un motociclo, armati di pistola e fucile mitragliatore, nelle ore immediatamente precedenti al predetto evento delittuoso. Il 60enne, inoltre, è ritenuto responsabile, quale mandante, di tre diverse richieste estorsive ai danni di imprese edili operanti nel comune di Acerra ai cui titolari era stata formulata una richiesta di denaro. Stando a quanto comunicato dagli inquirenti l’egemonia ed il riconoscimento criminale della famiglia Andretta sarebbe stato tale che la casa di residenza costituiva ‘omaggio’ obbligatorio da parte della processione della “Madonna dell’Arco”, così come documentato nel corso delle indagini.
Il provvedimento eseguito è una misura disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari di essa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
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