Cronaca e Attualità

Sparò al cugino ‘a bruciapelo’, 19enne condannato

Il giovane ha scelto il processo in abbreviato. La vicenda risale allo scorso marzo a via don Puglisi.

ACERRA – Accusato di aver sparato al cugino per un debito di droga, 19enne condannato. E’ quanto ha stabilito il gip del tribunale di Napoli Valentina Gallo nei confronti di Enrico Terracciano, di Acerra, ritenuto responsabile in primo grado di tentato omicidio volontario, porto e detenzione illegale di arma da fuoco, reati contestati dalla modalità mafiosa. Al termine del processo celebrato con il rito abbreviato rimedia 10 anni e 8 mesi, una pena decisamente inferiore rispetto alla richiesta del pubblico ministero che si era espresso per 14 anni di reclusione. Accolte, nello specifico, le argomentazioni giuridiche avanzate dal legale di fiducia dell’imputato, l’avvocato Elisabetta Montano.

I fatti oggetto di questo procedimento risalgono al pomeriggio del 15 marzo scorso, quando il cugino dell’indagato, Antonio Terracciano, di 23 anni, venne aggredito in via don Giuseppe Puglisi. La vittima fu costretta ad uscire dalla sua Lancia Y e venne colpita prima alla testa dal calcio della pistola e poi attinta da un colpo di pistola tra collo, spalla e torace. Stando a quanto venuto fuori dall’attività investigativa il 19enne avrebbe agito per il credito di una somma di danaro presumibilmente vantata nei confronti del parente per un affare illecito. L’aggressione avvenne pochi minuti dopo le 17 quando il giovane stava transitando lungo via don Giuseppe Puglisi in direzione di via Stendardo. Fondamentali per l’esito delle indagini si sono rivelate anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza, sia pubbliche che private. I due, dunque, avrebbero avuto una lite per un debito derivante da un ‘affare’ ‘il dottore’, così come venuto fuori dai contenuti del telefono della vittima. Questa persona avrebbe dovuto corrispondere 900 euro al 24enne che a sua volta avrebbe dovuto dare ad Enrico parte di quella somma. Siccome ‘il dottore’ non aveva ancora pagato, Antonio non poteva pagare il cugino. Anche un testimone avrebbe spiegato che le frizioni tra i due sarebbero sorte per un debito “di 500 euro”.

Secondo i medici dell’ospedale Cardarelli, lì dove il ferito venne ricoverato, il ‘pistolero’ avrebbe sparato a bruciapelo, appoggiando la pistola sulla base del collo e poi premuto il grilletto. Il 19enne avrebbe atteso il cugino all’esterno di un bar con la pistola già carica del colpo in canna e dopo lo sparo si sarebbe allontanato in moto. La sera stessa il ragazzo si presentò in caserma dai carabinieri per confessare l’accaduto sottolineando però come il colpo fosse partito in maniera accidentale. La vittima, tuttavia, pur messa a conoscenza della parziale confessione del parente, non lo ha mai accusato e dal letto dell’ospedale ebbe due chiamate dal cugino il quale si scusava – in lacrime – per quanto avvenuto, ‘incassando’ anche il perdono. Due settimane fa Terracciano era stato destinatario – insieme ad altri tre coetanei – di un’ordinanza cautelare per un tentato omicidio avvenuto a novembre dell’anno scorso. Da una Fiat Punto partì un colpo di fucile contro una Golf con a bordo cinque persone, di cui una restò ferita al braccio. Secondo gli inquirenti a premere il grilletto sarebbe stato proprio Enrico ‘o pintonio.

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