Cronaca e Attualità

Sparato alla testa al corso Italia, il retroscena: il suo ‘compare’ il vero obiettivo

E’ quanto emerge dalle intercettazioni contenute nell’ordinanza con la quale è stato arrestato il presunto autore dell’imboscata.

ACERRA – “Se non avevi trovato la macchina ed io ero sceso dalla moto, quello ti aveva sparato in faccia”. Il vero obiettivo dell’imboscata del corso Italia, dunque, doveva essere proprio l’amico che viaggiava insieme a lui sul motorino e che poi l’avrebbe accompagnato in ospedale. E’ quanto emerge dagli sviluppi dell’indagine sul ferimento di Emanuele D’Agostino, il 24enne di Acerra – detto ‘o tonno – colpito alla testa lo scorso novembre da un colpo di pistola per gli inquirenti esploso dalla pistola di Giuseppe Picardi, arrestato l’altra sera a via Volturno per tentato omicidio e questa mattina sottoposto all’interrogatorio di garanzia.

A parlare – non sapendo di essere intercettato – è la stessa vittima che dal letto dell’ospedale spiega al telefono all’amico chi fosse in realtà il vero bersaglio dell’agguato. E’ questa, infatti, l’ipotesi della Dda napoletana (pm Giuseppe Visone) venuta fuori nel corso delle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna (diretti dal tenente colonnello Antonio Bagarolo) che riconducono il raid ad un regolamento di conti per lo spaccio di droga. Dalle ‘ambientali’, in proposito, emerge la preoccupazione della coppia “a costruirsi qualcosa di proprio” ed “a togliersi dalla strada”. “Noi dobbiamo stare tranquilli, non dobbiamo scendere perché adesso teniamo i problemi – dice l’amico a D’Agostino – ora debbo fare una cosa mia, pure tre-quattro-cinque giorni a settimana, dobbiamo guadagnare mille euro a settimana ciascuno. Fuori al bar non si può stare, lo vedi quello che succede ? Si muore per mano degli scemi. Io te lo dicevo di non andare là, meno male che hai trovato a questo perché se c’era un altro ci volevano tre giorni per trovarti”. E nonostante il ‘compare’ fosse in attesa di essere operato per estrargli il proiettile dalla testa, il giorno dopo l’agguato già si pianificava la vendetta: “Però a quello lo dobbiamo uccidere. In faccia. E quello proprio a causa di questo fatto ha preso te. Hai capito, voleva prendere a me e invece ha preso te”.

La sparatoria risale ad una fredda domenica di novembre, quando tutti erano impegnati a vedere il Napoli calcio giocare a San Siro con l’Inter. Le indagini si sono fondate principalmente sui riscontri delle telecamere pubbliche e private, che hanno immortalato la scena avvenuta in pieno centro cittadino, nei pressi del corso Italia, all’incrocio tra via Petrella e via Gioberti. Nonostante il colpo di pistola alla testa, il 24enne è sempre stato lucido trasportato in motorino dal suo amico fedele nella vicinissima Villa dei Fiori. Successivamente trasferito al Cardarelli per l’operazione, il chirurgo gli confiderà quanto fosse stato fortunato: “Se ne salva uno su un milione – mi ha detto il medico – non sono nemmeno svenuto, sono veramente immortale” sottolinea con orgoglio ‘o tonno.

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